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Wednesday, November 20th, 2019

Arriva nella sale “Borsalino city”, il docufilm che racconta il mito. C’è anche Robert Redford

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by April 13, 2016 General

Ci sono molte analogie tra fare un cappello e fare un film, soprattutto l’amore per il far bene le cose» dice Enrica Viola, regista di «Borsalino City» proiettato per la prima volta in città stasera, all’Alessandrino, alle 19. Una «première» che vuole essere una festa per Alessandria, co-protagonista della pellicola.  

Così l’ha voluta Philippe Camperio, neo patron del cappellificio (per ora in affitto dal concordato), che questo docufilm l’ha accolto quasi come un regalo del destino.  

Il «case-history» dell’azienda l’ha studiato bene e già un anno fa parlava della city company creata da Giuseppe e dal figlio Teresio. Replicarla in chiave moderna? Difficile, comunque il primo passo sarebbe stato prendere coscienza di che cos’è ancora oggi il marchio Borsalino nel mondo. Questo ha fatto Enrica Viola, con 4 anni di lavoro: ricerche di filmati e immagini d’archivio, riprese dal vivo con interviste ai protagonisti. 

C’è l’inizio scoppiettante con Robert Redford che indossa il «mitico» cappello creato per il Mastroianni della «Dolce vita» e racconta come l’acquistò negli Anni 60 del secolo scorso; c’è il pranzo con i Vaccarino, ultimi eredi, nella villa di via Cavour; ci sono gli aneddoti e le analisi da parte di personaggi locali come Ugo Boccassi e Giancarlo Subbrero. Ci sono attori alessandrini (e il fisarmonicista Gianni Coscia) che danno voce a testimonianze di operai. Questa sarà forse la parte più stuzzicante per il pubblico di casa. Ma il film – come sottolinea la Viola – intreccia due temi diversi: uno sull’azienda e l’altro su come il cappello entra nell’immaginario cinematografico, a partire dai fratelli Lumière, proseguendo con Chaplin, Bogart, Gabin, per arrivare ad Alain Delon e Jean Paul Belmondo.  

Trailer del film documentario Borsalino City

Artigianato e glamour, insieme, sono stati il segreto del successo della Borsalino, dove il lavoro degli operai in una città di provincia portava alla creazione di un prodotto, il cappello, divenuto oggetto di culto anche nel dorato mondo di Hollywood. Il documentario di Enrica Viola si basa sul racconto di un personaggio-ombra: sullo schermo scorrono discendenti della famiglia Borsalino, ex-lavoratori e c’è anche un intervento in apertura di Robert Redford. In un attimo si viene trasportati nella storia della dinastia familiare in un periodo che si snoda nell’arco di 120 anni: dei tre uomini-chiave che hanno guidato l’azienda si ripercorre l’esistenza per certi versi quasi romanzesca, anche attraverso filmati industriali del primo Novecento, manifesti pubblicitari realizzati da Dudovich, diagrammi delle vendite disegnati in stile liberty.

Due anche le versioni: una per le sale (circa 80 minuti) e una per la tv (52 minuti) più centrata su «visioni» cinematografiche. Diverse le nazioni a cui «Borsalino City» arriverà tramite il piccolo schermo: Francia (l’emittente Arté ha coprodotto il film), Germania, Svizzera, Finlandia, Portogallo, Grecia, Olanda, Singapore. Senza contare i festival: a Melbourne e Barcellona è già stato, ma ci sono trattative per molti altri, anche in Cina e Giappone. 

Questa sera il programma prevede, alle 19, la presentazione da parte di Enrica Viola, preceduta dal saluto del sindaco (Comune e Fondazione CrAl hanno messo a disposizione i loro archivi). L’ingresso è come per una normale proiezione (7,50 euro) fino alla capienza massima. Quindi la pellicola passerà da domani al 21 al cinema Kristalli. Contemporaneamente comincerà a circolare nelle sale italiane: giovedì al Lumière di Bologna, venerdì al Modernissimo di Napoli, il 18 al Club Amici del Cinema di Genova, il giorno dopo al Centrale di Torino, il 20 e 21 al Mexico di Milano, il 21 all’Adriano di Roma, il 22 al Giorgione di Venezia e il 28 all’Odeon di Firenze.  

Un bel biglietto da visita per la Borsalino e la città: Camperio ha già detto di volerlo sfruttare anche negli Stati Uniti e altrove nel mondo in occasione dell’apertura di nuovi punti vendita che dovrebbero sancire il rilancio del cappellificio. Ripartendo proprio dal suo passato e dalla memoria che resta nel pubblico delle grandi star che l’hanno indossato.  

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