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Friday, November 22nd, 2019

Bonus e investimenti: Singapore spinge la spesa

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by April 8, 2016 General
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Questo articolo è stato pubblicato il 08 aprile 2016 alle ore 12:54.

Preso in mezzo tra il calo della domanda globale e gli scricchiolii del proprio modello economico, il Governo di Singapore prova a spingere l’acceleratore della crescita con il bilancio espansivo varato a fine marzo. Senza però perdere d’occhio l’equilibrio dei conti pubblici.

Le misure di sostegno messe a punto dal ministro delle Finanze Heng Swee Keat valgono un punto percentuale di Pil, con una spesa pubblica in aumento del 7,3% rispetto al 2015, vale a dire 5 miliardi di dollari di Singapore (Sdg – un dollaro di Singapore vale 0,65 euro) in più. I settori più interessati saranno salute, istruzione, sicurezza e sviluppo urbano. A questo si accompagna un programma di trasformazione dell’industria da 4,5 miliardi di Sdg che punta soprattutto sull’automazione e l’innovazione e che si somma ai finanziamenti per la ricerca e per il Fondo nazionale per la produttività.

«Un bilancio inequivocabilmente anticiclico», come lo definisce Vishnu Varathan, economista di Mizuho Bank. Ciononostante, il Governo prevede un surplus di bilancio pari allo 0,8% del Pil grazie anche a un maggior contributo prelevato dagli introiti del fondo sovrano Temasek.

Il Governo stima una crescita economica compresa tra l’1 e il 3% per il 2016, quindi sostanzialmente in linea con il 2015, quando il Pil si fermò al 2%, ai minimi dopo la leggera contrazione del 2009. L’anno scorso, i settori trainanti sono stati commercio, finanza e assicurazioni, biotecnologie e chimica. Anche la spesa per consumi interni ha tenuto (+4,9%) e continuerà a sostenere la crescita nel 2016, mentre gli investimenti sono scesi del 6,2%, secondo il recente Outlook 2016 dell’Asian development bank, che fissa al 2% l’aumento del Pil previsto per quest’anno, con un’accelerazione nel 2017. Continua a pesare sull’economia della Città-Stato la frenata dei suoi comparti più importanti, il manifatturiero (-5,6% nel 2015) e l’elettronica, oltre che l’invecchiamento della popolazione. Su questi fattori interni si somma poi la debolezza della domanda globale. L’interscambio commerciale di Singapore è talmente elevato – l’export nel 2013 era pari al 191,9% del Pil, l’import al 168,8% – che il Paese risente immediatamente dell’andamento, se non dell’economia mondiale, almeno di quella dell’Asia orientale, nella quale ricopre un ruolo strategico.

Singapore deve fare i conti con un’inflazione in discesa da 16 mesi: a febbraio i prezzi sono calati dello -0,8%. L’indice dei prezzi core è però salito dello 0,5%, dallo 0,4% di gennaio.
Per sostenere i consumi, il budget appena presentato dal Governo promette aumenti salariali per i lavoratori con redditi bassi e maggiore assistenza per anziani e famiglie in difficoltà. Sono anche previsti maggiori agevolazioni fiscali e uno schema da 2 miliardi di Sdg per facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese con problemi di liquidità o progetti di espansione. Il Governo si accollerà il 50% del rischio insolvenza di questi prestiti (dall’ammontare massimo di 300mila Sdg per ciascuna impresa).
Investimenti pubblici in infrastrutture ed edilizia residenziale arriveranno in aiuto del settore delle costruzioni. Più di 2,5 miliardi di Sdg andranno a finanziare micro contratti pubblici (di valore inferiore ai 100 milioni di Sdg) nelle costruzioni, per avvantaggiare le aziende più piccole del comparto.

Sul bilancio è già arrivata la promozione di Moody’s, che ne apprezza l’equilibrio tra sostegno alla crescita e attenzione ai conti pubblici.
g.didon@ilsole24ore.com

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