Skip to Content

Thursday, November 21st, 2019

Borse deboli, ma continua la fiducia nel supporto della Fed ai mercati

Closed
by April 4, 2016 General

MILANO – Ore 10:00. I listini asiatici hanno trattato in cauto rialzo nella prima giornata della settimana, mentre quelli europei sono poco convinti: Milano cala dello 0,2%, Francoforte lima lo 0,4%. Anche Parigi è in rosso (-0,6%), mentre Londra riesce a tenere la pari. A Piazza Affari si guarda con attenzione a Carige, positiva dopo che Apollo ha aperto a una “soluzione amichevole” per acquistare la banca ligure e farne un polo di aggregazione per altri istituti, in particolare le quattro banche salvate dal governo con il discusso provvedimento di fine 2015.

L’idea di fondo che prevale sui mercati è che la Federal Reserve procederà con cautela nel rialzo dei tassi d’interesse, concedendo più tempo agli investitori nel processo di “normalizzazione” della politica monetaria, dopo anni di denaro gratis e iniezioni di liquidità senza precedenti. Debole il panorama per il petrolio, a maggior ragione dopo che l’Arabia Saudita ha vincolato al comportamento di Iran e altri grandi produttori la propria disponibilità a congelare la produzione: insomma, non si vede ancora un accordo sull’orizzonte dell’Opec.

Chiusura in lieve calo, in mattinata, per la Borsa di Tokyo che pure era partita in rialzo: -0.25% a 16.123,27 punti. Le Borse di Shanghai e di Hong Kong sono rimaste chiuse per festività: a Shanghai è la Festa della Luminosità Pura, mentre a Hong Kong si celebra la Festa di Ching Ming. Gli scambi riprenderanno regolarmente domani. Nel complesso, l’indice Msci Asia Pacific è riuscito a recuperare dai minimi da tre settimane.

L’euro è poco mosso in avvio degli scambi in Europa, a 1,1392 dollari. Contro lo yen la moneta unica vale 126,95. Prosegue la fase di apprezzamento della divisa nipponica verso il biglietto verde, inaugurata con le posizioni accomodanti della Fed: il dollaro è ai minimi da due settimane. Lo spread tra Btp e Bund tedesco apre poco mosso a 109 punti (108 la chiusura di venerdì scorso) con un rendimento all’1,21%. L’agenda macroeconomica è avara di spunti significativi, nella settimana che per l’Italia si caratterizza soprattutto come avvicinamento alle presentazione da parte del governo del Def, nel quale si prenderà atto del rallentamento della ripresa. Oggi si guarda alla fiducia degli investitori europei, mentre l’Istat rende noto l’andamento del deficit/Pil di fine 2015 e ancora a livello europeo si attendono i dati sulla disoccupazione di febbraio. Negli Usa, occhi sugli ordini delle fabbriche e sull’indice Ism manifatturiero di New York.

Come accennato, i prezzi del petrolio sono in calo in avvio di settimana. L’Arabia Saudita congelerà la sua produzione di petrolio solo se l’Iran e gli altri grandi produttori faranno lo stesso, ha spiegato in un’intervista a Bloomberg il principe saudita Mohammad bin Salman. “Se tutti i Paesi si accordano sul congelamento della produzione, noi siamo pronti” ha spiegato il vice principe ereditario dell’Arabia Saudita. I contratti sul greggio Wti con scadenza a maggio cedono 43 centesimi a 36,36 dollari al barile mentre il Brent con scadenza a giugno segna una flessione di 34 cents a 38,33 dollari al barile. L’oro tratta in calo in Asia a 1.216,31 dollari l’oncia segnando una flessione dello 0,5% a Singapore dopo aver chiuso venerdì scorso a quota 1.222,60 dollari.

Wall Street ha chiuso la settimana scorsa in positivo, nonostante l’incrinarsi del recupero del greggio sul finire dell’ottava. Il rapporto sull’occupazione americana di marzo è stato leggermente migliore delle stime con 215.000 posti di lavoro creati, comunque non abbastanza per convincere Janet Yellen ad alzare i tassi a breve. Il settore manifatturiero è inoltre tornato ad espandersi per la prima volta dall’estate scorsa. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,61% nella seduta di venerdì, per un +1,6% settimanale, mentre il Nasdaq ha segnato +0,92% e un +3% nell’ottava (miglior risultato da un mese e mezzo).

Previous
Next