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Friday, November 15th, 2019

Borse europee in cauto rialzo con il recupero del petrolio

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by April 6, 2016 General

MILANO – Ore 15:30. Le Borse europee cercano il rimbalzo dopo le pesanti perdite della vigilia causate – oltre che dall’incertezza generalizzata – dai deludenti dati sul Pmi e dalla contrazione degli ordini alle fabbriche in Germania. Oggi si registra il calo della produzione industriale tedesca, che a febbraio è scesa dello 0,5% congiunturale. Il dato tuttavia è migliore delle previsioni degli analisti e così i listini del Vecchio continente si muovono in cauto rialzo, ma si allontanano dai massimi della mattinata: Londra sale dello 0,6%, Parigi dello 0,2%, mentre Milano con le banche recupera lo 0,35%. Più attardata Francoforte che lima lo 0,3%. Apertura in leggero rialzo per Wall Street, con l’indice Dow Jones che guadagna lo 0,10% a 17.620,82 punti, l’indice S&P 500 che avanza dello 0,10% a 2.047,22 punti, e il Nasdaq che sale dello 0,19% a 4.853,01 punti.

A livello globale, d’altra parte, la situazione resta complicata. Ieri il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha messo in guardia da una ripresa troppo lenta e dai i rischi al ribasso sono aumentanti. Oggi gli investitori si preparano a leggere i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve: dopo le parole del governatore Janet Yellen che ha tagliato da quattro a due i rialzi dei tassi nel corso del 2016, gli investitori andranno alla ricerca di nuovi riferimenti circa il prossimo rialzo dei tassi.

I futures del petrolio sono in aumento per la speranza degli investitori di un accordo tra i Paesi esportatori su un congelamento della  produzione. Il Kuwait ha fatto sapere che ci sono stati “segnali positivi che un accordo sarà raggiunto” nel corso dell’incontro previsto il 17 aprile in Qatar. L’indice future statunitense Wti è salito di oltre un dollaro, o il 3%, prima di ripiegare a +80 centesimi, ovvero 36,69 al barile, alle 15 ora italiana. L’indice Brent è in aumento di 65 centesimi a 38,52 dollari al barile. In giornata, poi, arriveranno i dati sulle score Usa (agenda dei mercati).

In Asia, intanto, cresce il settore dei servizi in Cina a marzo, secondo il Purchasing Managersa Index calcolato da Caixin, che il mese scorso ha raggiunto quota 52,2, contro il 51,2 di febbraio e rimane in territorio positivo. Sopra quota 50 la indice segnala una espansione del comparto, mentre al di sotto di questa soglia segna una contrazione. Il settore segnala un avanzamento anche nei dati calcolati dalla Ufficio Nazionale di Statistica cinese, pubblicati il 1 aprile scorso: a marzo il non manifatturiero cinese ha raggiunto quota 53,8 secondo i dati ufficiali, in crescita rispetto al 52,7 di febbraio scorso.

L’euro è in lieve calo sui mercati valutari. La divisa unica viene scambiata a 1,135 dollari contro gli 1,1386 dollari rilevati ieri dopo la chiusura Wall Street. L’euro vale inoltre 125,3 yen. Lo spread torna a scendere in area 115 punti base (dai 117 punti della chiusura di ieri) con un rendimento del decennale italiano all’1,27%.

In mattinata, la Borsa di Tokyo non è riuscita a interrompere la serie di sei sedute negative e il Nikkei termina col segno meno (-0,11%) sul finale di seduta a quota 15.715,36. Dopo aver toccato brevemente quota 109,22, la valuta nipponica scambia a 110,35 sul dollaro, in scia ad una svalutazione di quasi il 10% da inizio anno. In un’intervista al Wall Street Journal il premier giapponese Shinzo Abe ha affermato di escludere un ipotetico intervento della Banca centrale giapponese (BoJ) per frenare la recente fase di apprezzamento dello yen.

L’oro mantiene i rialzi degli ultimi giorni anche questa mattina sui mercati internazionali. In attesa delle minute della Fed che questa sera potrebbero dare indicazioni sul futuro andamento dei tassi in Usa, il metallo prezioso è quotato 1.229,82 dollari l’oncia, poco sotto i 1.231,35 dollari toccati ieri a Singapore quando aveva messo a segno un rialzo dell’1,3%, il più consistente dalla fine di marzo.

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