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Tuesday, October 15th, 2019

Campus Party sbarca a Milano: giovani innovatori in tenda che vogliono «riprogrammare l’Italia»

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by July 19, 2017 General

Di notte Campus Party diventa un grande campeggio. All’interno del centro congressi MiCo, dove saranno piantate le tende dei migliaia di ragazzi e ragazze che durante il giorno proveranno a dare forma alle loro idee e ascolteranno chi ne ha messe in pratica a sufficienza da poter essere considerato d’ispirazione. Dallo scrittore Roberto Saviano a Federico Faggin, l’inventore del microchip. Da Neil Harbisson, un signore britannico che si è fatto impiantare nel cranio un occhio bionico per “sentire” i colori e ha conquistato il titolo di primo “uomo-cyborg”, a Enrico Mentana, chiamato a intervenire sul delicato tema dell’informazione (e della scarsa informazione) sui social network. Passando per Anna Frosi, ingegnera aerospaziale che coordina la realizzazione di uno dei nano-satelliti dedicati all’Exploration Mission 1 della Nasa del 2019.

La prima edizione italiana di un evento internazionale

Si parte oggi, con il calcio di inizio della prima edizione italiana di un evento — Campus Party, appunto — nato esattamente 20 anni fa in Spagna. Vent’anni, come l’età media dei protagonisti, reclutati in collaborazione con le università. «A Milano sono il Politecnico e la Bocconi», fa mente locale Carlo Cozza mentre partecipa alla febbrile ultimazione dei dettagli tipica della vigilia. «Sono tornato da poco dal Messico», racconta, «hanno partecipato 30mila persone: un successo incredibile». Cozza è un imprenditore italiano, presidente dal febbraio del 2016 della Campus Party Limited, la società che gestisce l’omonimo marchio. Per lui la prima edizione nostrana è una sfida importante, anche se la mente corre già alle prossime tappe come Bahia e Singapore e sogna gli Stati Uniti.

Al centro, le idee dei giovani

«Sa qual è la differenza con gli altri eventi? Qui i ragazzi hanno tempo. Tempo di coltivare e condividere le idee. Tempo per lavorare e vivere insieme. Conoscersi, fare esperienze», tiene a sottolineare. È così: per i prossimi tre giorni gli “ospiti” delle i 1.600 tende saranno protagonisti di una no stop di interventi, di esperienze concrete con robot, droni e altre tecnologie e, soprattutto, di lavoro per realizzare progetti che rispondano a richieste specifiche comunicate mesi fa dalle aziende e istituzioni partner . E per, vola alto Cozza, «riscrivere il codice sorgente dell’Italia, che ha un bellissimo hardware ma necessita di un software migliore e più avanzato».

Gli hackathon

Fra le richieste c’è , ad esempio, quella del «Corriere», che invita ad affrontare la sfida della diffusione digitale dei contenuti giornalistici. Il Comune di Milano, vuole invece una app unica con tutte le informazioni utili ai cittadini. Non è una richiesta da poco, come non lo è il premio in palio: un possibile contratto per realizzare l’applicazione concepita a Campus Party. La Regione Lombardia propone di intervenire sui servizi digitali del sistema sanitario, A2A stimola i partecipanti sulle città del futuro. L’operatore turistico Amadeus mette sul piatto 2.500 euro per assistere alla nascita di un bot in grado, in sostanza, di fare il suo lavoro venendo incontro alle richieste dei clienti ma soprattutto anticipandole. Anche il colosso dei pagamenti Visa immagina una rivoluzione nel settore dei viaggi, a patto che siano senza denaro contante, ed è disposta a sborsare la bellezza di 20mila euro. Visa e gli altri immaginano e i ragazzi dovranno (provare a) concretizzare partendo da tecnologie e spunti attuali capaci di rivoluzionare usi, necessità e abitudini future.

Faggin, l’inventore dei microchip, ospite d’onore

La chiave è questa, non così facile da impugnare. «Il mio microchip ha contribuito alla nascita di Internet. All’epoca non avrei neanche potuto immaginare un’evoluzione del genere», racconta Federico Faggin, volato in Italia dalla California, dove vive da anni, per partecipare a Campus Party. Interventi come quello del fisico italiano, genitore anche dell’innovazione alla base dell’ormai irrinunciabile touchscreen dei nostri telefonini e tablet, o dell’attore e doppiatore Francesco Pannofino, per proseguire la carrellata degli speaker, rendono la tre giorni interessante anche per appassionati di scienza e tecnologia o semplici curiosi. È possibile acquistare biglietti per i singoli giorni o per l’intera iniziativa (si trovano sul sito Internet www.italia.campus-party.org).

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