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Thursday, February 27th, 2020

Come migliorare il DNA con un'alimentazione corretta

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by March 29, 2016 General

Siamo quello che mangiamo: questo ce lo siamo sentiti ripetere in continuazione da che siamo nati, ponendo l’accento sul consumare cibi genuini, affiancando un’attività fisica regolare, per preservarci in forma e soprattutto in buona salute. La notizia però è che questo è vero anche prima della nascita, sin dal concepimento: persino le nostre impronte digitali sono legate alla nutrizione, perché dipendono dalle “onde” del liquido amniotico che ci nutre, ancora prima di venire al mondo.

Una scoperta rivelata dal Nestlè Research Centre e illustrata attraverso “Feed your mind!”, il percorso espositivo lanciato dalla multinazionale svizzera attiva nel settore alimentare durante Expo 2015 e giunto a Explora per celebrare i primi 150 anni di vita del gruppo. Articolato in quattro aree tematiche dedicate ad argomenti chiave della nutrizione, prende avvio proprio dai primi mille giorni di vita (dal concepimento al secondo anno di età), in cui il cibo gioca un ruolo chiave per la salute del feto e della madre.

Non tutti sanno che, per esempio, i bambini, alla fine del terzo trimestre di gestazione, riescono addirittura ad assaggiare il liquido amniotico e con esso assaporare l’aroma dei cibi scelti dalla mamma. “Per studiare come l’alimentazione e lo stile di vita delle donne in gravidanza possano influire sull’attività dei geni dei nascituri e di come queste modifiche, dette epigenetiche, abbiano un impatto sulla crescita e sullo sviluppo in salute dei loro bambini – con effetti anche nel lungo termine – nel 2011 il NRC (Nestlé Research Center) ha iniziato una ricerca internazionale attraverso la quale sono stati identificati i nutrienti fondamentali nei primi mille giorni del bambino”, ha spiegato Irma Silva Zolezzi, Maternal Nutrition Platform Leader del Nestlé Research Center.

La mostra, quindi, si occupa di spiegare in modo immediato e suggestivo evidenze scientifiche complesse: dai 100 milioni di neuroni che si accendono allo stimolo del cibo attraverso una complessa rete di messaggi ormonali e neurotrasmettitori che regolano fame e sazietà, fino alle nuove frontiere della scienza nutrizionale – la nutrigenomica – che studia gli effetti che gli alimenti hanno all’interno delle cellule.

I primi 1000 giorni sono quindi decisivi per scrivere il Dna del bambino: a corredo e a esempio di quest’importante informazione, il Nestlé Research Center in collaborazione con il Consorzio Internazionale EpiGen (che coinvolge i principali ricercatori di epigenetica con sede in Nuova Zelanda, Singapore e Regno Unito) ha realizzato la prima analisi completa in merito all’assunzione di cereali integrali tra le donne incinte. Le linee guida internazionali suggeriscono che una dieta ricca di cereali integrali potrebbe migliorare il metabolismo del glucosio, riducendo così il rischio di diabete mellito gestazionale, una patologia strettamente connessa all’aumento delle probabilità di parto cesareo e che registra i tassi di casistica più alti proprio a Singapore. L’indagine ha coinvolto un campione di circa mille future mamme provenienti proprio da questa metropoli asiatica: i risultati hanno rilevato che solo il 30% di queste consumava cereali integrali, in maniera però ancora scarsa. L’assunzione giornaliera media, infatti, risultava di appena 23.6 grammi, quantità inferiore a quella raccomandata dal Singapore Health Promotion Board e che aumentava il potenziale rischio di sviluppo del diabete gestazionale.

Fondamentale è dunque che la madre durante la gestazione segua un’alimentazione corretta per dotare il nascituro di un corredo genetico impeccabile. La buona notizia, però, è che il DNA non è un destino già scritto: proprio il cibo può influenzarlo, attraverso le abitudini e i comportamenti alimentari, senza cambiarne il codice, ma migliorandone l’espressione. Questa capacità è particolarmente spiccata nei bambini, ma non si perde del tutto nell’età adulta. Per questo nutrirsi bene è il primo gesto di cura che possiamo riservare a noi stessi e alle persone che amiamo. Nella nostra gallery, scopri quali sono i cibi da non far mancare in una dieta equilibrata, suddivisi in base alle proprietà nutrizionali legate al colore. Si raccomanda in ogni caso di mangiare due porzioni di frutta e tre porzioni di verdura al giorno per mantenere stabile il peso corporeo e per prevenire patologie croniche: mangiarne di tutti i colori dà i massimi benefici in tema di benessere e salute.

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