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Sunday, November 17th, 2019

Crollo dei decessi in Australia, giù in Borsa le società funerarie

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by August 17, 2016 General

Tutti noi italiani, soprattutto se di origine meridionale, siamo autorizzati a fare gesti scaramantici prima di leggere questa notizia, che però rientra a pieno diritto nella sezione Economia e quindi va data. L’economia è la “triste scienza”, è stato detto autorevolmente? E in questa triste scienza rientra pure il conteggio dei decessi. Questo lungo prologo introduce la notizia che in Australia un’imprevista caduta stagionale della mortalità ha fatto crollare in Borsa il maggiore operatore funerario locale. Due i motivi: un autunno australe più tiepido del normale (laggiù le stagioni sono invertite) e una più efficace campagna di vaccinazione contro l’influenza. Ma gli operatori di Borsa sono ottimisti: «In Australia la mortalità riprenderà a salire, una volta spariti questi fattori temporanei», dice (speranzoso?) un broker a un giornale locale, «e con questo risaliranno anche le azioni in Borsa». 

La società colpita da questo imprevisto calo dei decessi si chiama InvoCare e possiede 250 aziende funerarie locali distribuite fra Australia (soprattutto) e Nuova Zelanda e Singapore. Sono tutti Paesi in cui la mortalità è bassa, grazie all’ottimo livello delle strutture sanitarie, ma è attesa in lieve e costante crescita nei prossimi anni e decenni, quando scomparirà la generazione dei baby boomers. L’economia dell’Australia, Paese grande produttore di materie prime, è stata colpita dal rallentamento dell’economia cinese e così gli investitori hanno diversificato i loro portafogli dalle attività minerarie (calanti alla Borsa di Sydney) verso alcuni altri comparti, incluso quello funerario, che appariva promettente a lungo termine. Da qui il disappunto di alcuni operatori di mercato. Poveracci. 

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