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Friday, August 23rd, 2019

Dai che è verde di Lia Celi Se Enzo Ferrari fosse vivo il cafone di via Montenapoleone girerebbe a piedi L'aggressione al padre del ragazzo disabile dovrebbe essere insultante per tutta Maranello. Il Drake, che aveva un figlio affetto da distrofia, Dino, gli sequestrerebbe personalmente il coupé blu. L'aggressione al padre del ragazzo disabile dovrebbe essere insultante per tutta Maranello. Il Drake, che aveva un figlio affetto da distrofia, Dino, gli sequestrerebbe personalmente il coupé blu.

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by September 19, 2017 General

Non è stata domenica scorsa la giornata più nera della Ferrari, con le due rosse di Raikkonen e Vettel fuori dal gran premio di Singapore. Il peggio era già successo sabato pomeriggio a Milano, in via Montenapoleone. A coprire di vergogna il brand più prestigioso dell’automobilismo, il conducente di una Ferrari FF coupé blu con targa svizzera, che, come riferisce il Corsera, dopo aver parcheggiato fra due piazzole riservate ai disabili, ha offeso e spintonato il padre di un ragazzo disabile che lo aveva invitato a spostare il macchinone per consentire la sosta alla propria auto, regolarmente munita di contrassegno.

UN DANNO DI IMMAGINE INTOLLERABILE. «Me ne frego di te e della polizia,» ha sbraitato, prima di sgommare in cerca di nuove macchie alla sua reputazione, già abbondantemente impadellata da precedenti degni di Genny ‘a Carogna (la Ferrari risulta intestata a un imprenditore con un folto curriculum di denunce dalle lesioni alle minacce all’oltraggio a pubblico ufficiale). L’eliminazione da una gara di Formula 1 è una disdetta, ma finire sui giornali per aver accolto sul sedile di guida le chiappe di un cafone forsennato che fa il prepotente con un disabile è una vergogna e anche un danno d’immagine. Imbarazzante per qualunque marchio, ma intollerabile per il marchio Ferrari. Il figlio primogenito di Enzo, l’amatissimo Dino, era un disabile.

Affetto da distrofia di Duchenne, fu presto costretto all’immobilità e se ne andò a soli 25 anni, spezzando per sempre il cuore di suo padre, che in lui vedeva il futuro del Cavallino. Per ricordarlo Enzo non solo gli dedicò una linea di vetture, ma sostenne per tutta la vita la ricerca contro la distrofia. Un padre e un figlio bisognoso di assistenza, proprio come quelli che Genny ‘o Imprenditore ha insultato in via Montenapoleone. Uno schiaffo alla disabilità, al codice della strada e alla civile convivenza, ma anche uno sputo in pieno viso alla Ferrari, al suo fondatore e alla sua storia.

INSULTATA LA MEMORIA DI DINO. Forse l’azienda di Maranello, in nome di Dino, avrebbe il diritto di costituirsi parte civile contro l’energumeno italo-svizzero. Di più: dovrebbe obbligarlo a restituire la macchina in quanto indegno di guidarla (la patente gliel’hanno già ritirata ma, a quanto pare, non è servito). Indegno di guidarla? Ma neanche di pulirle il parabrezza. Passi che il marchio Ferrari venga associato ai miliardari sboroni e ai playboy esibizionisti di tutto il mondo, ma mai e poi mari ai villani arroganti e violenti che umiliano l’handicap. Se Enzo fosse ancora vivo, la FF coupé andrebbe a sequestrargliela lui, in persona.

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