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Wednesday, August 21st, 2019

Dallo studio Vincenti-Vecchi la salute di bocca e denti è rivoluzionata con l’odontoiatria biologica

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by December 22, 2016 General

Dal 1970 lo studio medico chirurgico e odontoiatrico dottor Vincenti-dottor Vecchi offre una visione a 360 gradi della salute dei suoi pazienti tenendo costantemente in rapporto la bocca e i denti con il resto del corpo grazie all’utilizzo di strumentazioni, macchinari e tecniche all’avanguardia con professionalità e continuo aggiornamento.

Sembra banale, ma spesso ci si dimentica che i denti e la bocca fanno parte di un corpo e, soprattutto, di una persona con meccanismi psicologici assolutamente unici, individuali e irripetibili.

E’ perciò necessario analizzare denti e bocca in un contesto molto più ampio, tenendo conto di ogni singola persona, della sua salute, della sua postura e del suo carattere.

Alcuni medici recentemente si sono opposti al modo usuale di fare odontoiatria e si sono mossi su un altro binario completamente differente che rapporta la salute del dente con la salute degli organi del corpo.

Infatti, ancora poche persone sono al corrente delle strette correlazioni tra un dente malato ed un organo bersaglio come per esempio il canino con il fegato oppure il molare con la colonna vertebrale.

Porsi nell’ottica dell’odontoiatria biologica significa usare omeopatia, agopuntura, omotossicologia, medicina funzionale; anche se oggi in Italia queste sono prassi mediche ancora poco praticate e da moltissimi medici non conosciute e tuttavia criticate.

Attraverso la cura della bocca noi possiamo migliorare e spesso risolvere la salute di tutto il corpo, perciò è necessario non limitarsi alla cura di un singolo dente, ma orientarsi alla valutazione dello stato di salute globale del paziente, vagliando con attenzione e scrupolo le problematiche di ogni singola persona.

Il primo passo verso la novità è rappresentato dalla visita bio-odontoiatrica che alla scrupolosa visita del cavo orale, affiancherà l’ispezione attenta di eventuali asimmetrie presenti nella sfera occluso-craniale, l’analisi dei movimenti mandibolari e cervicali; l’indagine proseguirà con apparecchiature di diagnosi funzionale come VEGA CHECK, DFM, MORA TERAPIA e la valutazione dei materiali dentali che potrebbero influire negativamente sulla salute dei pazienti.

TRATTAMENTI ODONTOIATRICI
Odontoiatria microscopio assistita, rimozione protetta di amalgama, odontoiatria biologica, conservativa estetica, endodonzia, parodontologia, chirurgia orale, implantologia, protesi fisse e mobili, igiene orale, trattamenti sbiancanti, prevenzione delle patologie orali, gnatologia, ortodonzia, ortodonzia infantile, odontoiatria infantile.
Riparazione immediata di protesi dentarie.

ALTRE PRESTAZIONI
Ambulatorio di Medicina e Chirurgia estetica, Omeopatia, fitoterapia, osteopatia, posturologia, agopuntura, vegacheck, D.F.M.,velscope, iridologia

Con il termine di Medicina Ambientale Clinica si intende quella branca della medicina che si occupa di prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie che possono essere messe in correlazione con “fattori ambientali”.
Le patologie legate ad agenti ambientali (siano essi di tipo fisico, chimico, biologico) sono in continuo aumento, soprattutto nelle civiltà cosiddette industrializzate. E’ dimostrato che molte malattie croniche e la gran parte dei disturbi funzionali trovano la loro eziopatogenesi in sovraccarichi di tipo ambientale quali ad esempio gli inquinanti di tipo chimico, i metalli pesanti, l’elettrosmog, le muffe. Tutto ciò è presente nell’aria, nell’acqua, nel suolo e nel cibo.
La Medicina Ambientale Clinica, forte di questa consapevolezza, si occupa specificamente di indagare tali possibilità, verificarle grazie all’impiego di nuove indagini di laboratorio e strumentali, in modo da giungere ad una corretta diagnosi ed intraprendere così una terapia che sia veramente eziologica.
Si calcola che ognuno di noi s’imbatta quotidianamente in almeno 500 sostanze chimico/sintetiche.
I dati, registrati su scala mondiale, negli ultimi anni, sono piuttosto preoccupanti so­prattutto per il diffondersi di patologie molto severe, quali: Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Fibromialgia (FM), Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS), Parkinson, Alzhei­mer e Sclerosi Laterale Amiotrofica. Non è da trascurare inoltre la crescita di patologie allergiche, spesso strettamente legate ai carichi tossici ambientali indoor e outdoor, preludio a patologie ingravescenti.
“Quando avrete inquinato l’ultimo fiume, catturato l’ultimo pesce, tagliato l’ultimo albero, capirete solo allora, che non potrete mangiare il vostro denaro”

Perché l’odontoiatria ambientale?

L’Interazioni dei materiali dentali con tutto l’organismo e la visione olistica della malattia del dente e le infezioni paradontali sono diventati negli ultimi anni il centro dell’odontoiatria moderna.
La moderna medicina di laboratorio immunologica ha sviluppato procedure di sensibilizzazione ai metalli, compositi e altri materiali e può essere rilevata, senza stress per il paziente.
Nel trattamento della parodontite oggi si usano metodi biologici molecolari per il rilevamento e l’identificazione dei patogeni con le varianti infiammatorie.
Con l’aiuto degli esami di medicina di laboratorio possono essere effettuati test su impianti in titanio e si può stabilire se granuloma dentale promuove l’infiammazione locale o sistemica.

OZONOTERAPIA
Oltre ad essere in assoluto l’ossidante più efficace, l’ozono produce nell’organismo umano reazioni chimiche positive e benefiche. Applicato nella pratica clinica odontoiatrica ha molteplici indicazioni terapeutiche tra cui la sterilizzazione delle cavità e dei canali dentali, la prevenzione di carie secondarie, la cura di stomatiti, afte, herpes  e micosi, la riduzione di affezioni batteriche in chirurgia, la prevenzione di infezioni o contaminazioni in implantologia, ecc.
Nella medicina odontoiatrica l’ozonoterapia garantisce un trattamento sicuro, indolore e senza alcun effetto collaterale.
Grazie all’apparecchiatura OZONYTRON la zona dell’intervento viene mirata da una concentrazione dosata di ozono: dopo il trattamento il tessuto resterà così esente da patologie per molto tempo.
Inoltre, è scientificamente provato che il trattamento con ozono comporta una remissione più rapida e più completa della patologia.

Osteopatia
L’osteopatia è un metodo innovativo per valutare e trattare olisticamente il corpo umano: infatti, non interpreta la malattia come manifestazione patologica, ma come uno squilibrio delle funzioni.
L’uomo viene considerato come un’unità di funzione: sia nella malattia che nella salute,
tutte le parti del nostro corpo lavorano in armonia per raggiungere e mantenere il benessere psicofisico.
Per l’osteopatia sia la salute che la malattia dipendono dallo stato dell’apparato locomotore.
Così, oltre ad essere applicata nelle problematiche dolorose più frequenti (lombalgie, cervicalgie, traumi distortivi, dolori muscolari, ecc), l’osteopatia anche se interviene principalmente sull’apparato locomotore, ha un effetto benefico che si riverbera sull’intero l’organismo.
L’osteopata cura i pazienti esclusivamente con le mani rimuovendo gli ostacoli che ci bloccano e ripristinando il flusso energetico che permette ai processi di auto-guarigione del nostro corpo di ripristinare uno stato di equilibrio e salute.

LIFTBITE
Il sistema Liftbite è un programma individuale
per il rimodellamento estetico di viso e collo mediante l’allenamento bilanciato della muscolatura facciale, realizzato attraverso due piccoli apparecchi da collocare tra i denti:
l’apparecchio Liftbite attivatore muscolare attivo
da utilizzare per pochi minuti al giorno;
l’apparecchio Liftbite attivatore muscolare di mantenimento da utilizzare durante il sonno.
Utilizzandolo solo 10/15 minuti al giorno permette di eseguire esercizi mirati che attivano quei muscoli della faccia e del collo che hanno perso tonicità correggendo i difetti legati ai movimenti ripetitivi che, negli anni, hanno condizionato tono e forma del nostro viso.
Le pieghe si distendono, le asimmetrie trovano compensazione e il nostro volto torna così a esprimere energia e a comunicare con maggior forza.

La kinesiologia.
La kinesiologia è una tecnica basata su un principio semplice, ma fondamentale:
“Il linguaggio del corpo non mente mai”.
L’uso di test muscolari e l’utilizzo della localizzazione terapeutica permette così di ottenere, direttamente dal corpo, tutte le informazioni sul suo funzionamento.
Il test muscolare è il codice per parlare al corpo e ricevere risposte.
La localizzazione terapeutica consiste, invece, nel ricavare informazioni, tramite la modificazione nella forza del muscolo testato, toccando una zona patologica.

POSTUROLOGIA
Per postura s’intende la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei. La corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in dinamica sia in statica; i fattori che possono maggiormente condizionarla sono di natura neurofisiologica, biomeccanica, emotiva o psicologica.
L’approccio posturologico nei confronti del paziente non si limita al sintomo e non è una cura del sintomo, ma cerca di affrontare tutte le problematiche e quindi la persona nella sua interezza; chiunque possiede una storia e presenta problematiche apparentemente “silenti” che, peggiorando nel tempo, possono potenzialmente diventare causa di malessere sia fisico che mentale.
La Riprogrammazione Posturale Globale e le ricerche correlate ci hanno insegnato che la sola ispezione del nostro paziente ci può fornire elementi essenziali che ci riportano a patologie del recettore oculare (la bascula di spalle e/o la laterocolia sul piano frontale), del recettore podalico (la bascula di bacino sul piano frontale; il piano scapolare sul piano sagittale e su quello orizzontale) e del sistema stomatognatico (posizione del capo e piano scapolare sul piano sagittale).
I recettori che intervengono principalmente nell’aggiustamento posturale, sia esso statico o dinamico, sono il piede e l’occhio, comportandosi sia da endorecettori che da esorecettori. Ma, non sono i soli. Intervengono, infatti, anche la pelle, i muscoli e le articolazioni.
Altro ingresso importante che può influenzare questo sistema è l’apparato stomatognatico che, attraverso il sistema muscolare e il sistema oculomotore, può ripercuotersi sulla postura provocando squilibri di diversa entità.
Il piede è sia un esorecettore che un endorecettore e come tale è sensibile alle variazioni di carico sia statiche che dinamiche che associate.
Attraverso la ginnastica ortottica e l’uso di solette polarizzate è possibile apportare delle correzioni che modifichino in modo importante tutto il sistema posturale attraverso riflessi integrati nel sistema nervoso centrale che, una volta immagazzinati, possono portare alla prevenzione della patologia e/o alla guarigione del paziente.

LEGHE DENTALI E CORROSIONE
Le leghe metalliche usate per le protesi, sia fisse che mobili, sono concepite per non nuocere all’organismo ma, pur essendo vicine a questo obiettivo, non l’hanno ancora pienamente raggiunto.
La base di queste leghe è l’oro, associato con altri componenti metallici come palladio, indio, iridio, gallio, argento e rame che, durante i processi di fusione della lega sviluppano ossidi. A contatto con la saliva e con i tessuti che circondano i denti, questi ossidi rilasciano ioni metallici che possono avere un’azione tossica sia localmente, che in tutto l’organismo.
Gli ioni metallici sono, infatti, responsabili di disturbi come: sanguinamento delle gengive, afte, stomatiti, arrossamento della lingua, alterazioni del gusto, iperplasie gengivali associate a parodontiti croniche ed eccessiva produzione di placca.
Gli effetti sistemici possono, invece, manifestarsi sotto forma di allergie, eczemi, disturbi oftalmici, disturbi neurologici, patologie gastroenteriche, riniti, faringiti e acufeni.
Occorre però ricordare che non esiste un materiale inerte e non soggetto a corrosione nel cavo orale: infatti, ogni metallo posto in contatto con un altro metallo in ambiente umido dà luogo ad una reazione di ossido riduzione.
Le leghe a base aurea sono però quelle che, grazie ad un preciso e specifico trattamento termico applicato di prassi nel nostro studio, possono essere stabilizzate eliminando così la formazione degli ossidi.

ODONTOIATRIA BIOLOGICA
Divulgare e applicare tecniche alternative e nuovi metodi di lavoro, secondo un concetto di medicina più rispettosa del paziente e degli operatori. Sensibilizzare il pubblico sui rischi potenziali di metodi e materiali. Senza dimenticare le tradizioni ed i principi classici del dentale.
Sembra banale, ma spesso in passato si è dimenticato che i denti e la bocca fanno parte di un corpo, regolato anche da meccanismi psicologici. Impariamo invece a inserire la bocca nella persona, tenendo conto della sua salute, della postura e del carattere. Per far questo, alcuni medici si sono messi insieme. Senza trascurare il loro impegno di odontoiatri “tradizionali” cercano di diventare medici “rivoluzionari”. Rimuovono dai denti il mercurio nocivo, studiano la postura del paziente e i suoi problemi psicologici, prescrivono gocce omeopatiche, danno consigli sull’alimentazione e lo stile di vita bisogna credergli?
Inoltre, ancora poche persone sono al corrente delle strette correlazioni tra un dente malato ed un organo bersaglio che soffre di conseguenza.
Porsi nell’ottica dell’odontoiatria biologica significa perciò non limitarsi alla cura di un singolo dente, ma orientarsi alla valutazione dello stato di salute globale del paziente, vagliando con attenzione e scrupolo le problematiche di ogni singola persona.

TOSSICITA’ MERCURIO
Il mercurio non è soltanto un metallo pesante ma è, soprattutto, un veleno molto pericoloso: infatti, è l’elemento più tossico sulla terra, secondo solo al plutonio.
Per comprendere la sua elevata tossicità, basti dire che la modesta quantità contenuta nei vecchi termometri è sufficiente per inquinare un piccolo lago.
Alcuni studi scientifici approfonditi hanno stabilito una relazione tra la tossicità del mercurio e l’insorgere di alcune patologie come l’artrite, la depressione, le disabilità nell’apprendimento, l’alzhaimer, l’autismo e la schizofrenia.

E’, inoltre, importante sottolineare come il mercurio presente nell’organismo della madre possa passare al bambino attraverso la placenta durante la gravidanza e, dopo la nascita, mediante l’allattamento naturale.

MERCURIO: ECCO DOVE SI ANNIDA
Nonostante la tossicità del mercurio sia stata ampiamente accertata, a tutt’oggi questo metallo è presente ancora nella nostra vita quotidiana.

I vaccini.
Molti vaccini contengono un conservante, il Tiomersale, che è composto al 50% da mercurio.
Lo si può trovare nei vaccini contro il tetano, la difterite, la pertosse, l’antiepatite A/B e in vari vaccini antinfluenzali.
In realtà negli USA, già dal ’99, la FDA (l’ente che controlla i farmaci) ha intimato di eliminare il Tiomerale da tutti i vaccini.
I vecchi “termometri” a mercurio.
A decorrere dal 3 aprile 2009, il Ministero della Salute ha messo al bando, con un apposito decreto, i termometri al mercurio.
Il pesce.
Soprattutto tonno e salmone di dubbia provenienza.
Alcuni tipi di vernice.
I tubi fluorescenti.

AMALGAMA E GALVANISMO ORALE
Due metalli diversi quando vengono messi in contatto, poiché hanno potenziali elettrici diversi, danno luogo ad un passaggio di corrente. Nelle pile generalmente vengono utilizzati i metalli che riescono a dare le maggiori differenze di potenziali, collegati da una soluzione salina che abbia ottime capacità di conduzione.
Nel cavo orale di non pochi pazienti odontoiatrici si riscontra il caso di contatto metallico diretto tra otturazioni in amalgama e corone d’oro, o una qualsiasi altra combinazione di metalli diversi in contatto. Nel caso amalgama e oro non siano in contatto diretto ma semplicemente siano presenti contemporaneamente nel cavo orale, che tipo di interazione galvanica si può prevedere in vista del fatto che la saliva è una soluzione salina che ha ottime capacità di conduzione?

Il problema del galvanismo orale causato da amalgama è stato ampiamente discusso dalla comunità scientifica, ma è meno noto alla popolazione e soprattutto ai medici generici. In questa rassegna saranno presentati ben 70 studi scientifici su galvanismo causato da amalgama dentale.

Le conclusioni cui è giunto nel 1989 il ricercatore giapponese Nogi fanno un po’ il punto della situazione:

1) Le misure di differenze di potenziale tra le membrane mucose della bocca e i metalli standard effettuate su volontari sani variavano a secondo della composizione dei metalli dentali.

2) Le differenze di potenziale sopracitate cambiavano quando diversi tipi di cibi erano presenti nella cavità orale.

3) Relativamente ai metalli dentali già presenti nella cavità orale di pazienti ipersensibili, le differenze di potenziale tra metalli dentali e membrana mucosa variavano moltissimo, variavano più da paziente a paziente che non in base al tipo di metallo. Alcune leghe agivano da catodi in alcuni pazienti, ma da anodi in altri.

4) Leghe di amalgama e argento mostravano differenze di potenziale e intensità di corrente più alte, con un range di variazione più ristretto rispetto ad altri tipi di leghe. Entrambe queste leghe tendevano ad agire da anodi, perciò si può prevedere che favoriscano, più di altri metalli, la dissoluzione elettrochimica di ioni metallici.

5) I voltaggi e le correnti elettriche erano spesso più elevate tra membrane mucose e metalli che tra metalli. Questi risultati indicano che la membrana mucosa del paziente agisce da catodo per la dissoluzione elettrochimica più che altri metalli dentali.

6) Misurare differenze di potenziale e corrente elettrica nelle cavità orali dei pazienti è tecnicamente facile ed è un’informazione molto importante perché la tendenza alla dissoluzione elettrochimica di ioni metallici da metalli dentali è ampiamente e chiaramente dimostrata.

La contemporanea presenza in bocca di amalgame ed altri metalli “produce microcorrenti elettriche indipendentemente dal fatto che esista o meno un contatto diretto”, come affermava nel 1954 Loebich, autore specializzato della Degussa AG (produttrice tedesca di otturazioni di amalgama), sulla rivista Comunicazioni Odontoiatriche.

I ricercatori americani Schriever e Diamond (1953) esaminando 300 denti appena estratti che avevano contenuto amalgame, osservarono che l’85% della dentina dei denti era diventata di un nero verdastro-grigio. I ricercatori avevano trovato in questa dentina diventata scura “quantità relativamente abbondanti di mercurio con minori quantità di argento, zinco, stagno e rame”. Lo stesso colore nero-verdastro poteva essere ricreato in vitro nella dentina facendo passare correnti elettriche attraverso le amalgame.

Il fenomeno del galvanismo orale causa un aumento del rilascio
di metalli dalle otturazioni di amalgama

La combinazione di otturazioni di amalgama nella bocca con altri metalli (per esempio oro o acciaio inossidabile) aumenterà le correnti elettriche in tutte le otturazioni. Questo causerà un rilascio 4-10 volte maggiore di mercurio (Skinner 1957, Till 1978, Hanson 1983, Arvidson 1984). Il mercurio migrerà attraverso il dente nei tessuti circostanti.

I livelli di mercurio nelle gengive vicino all’amalgama sono di circa 200-300 PPM (parti per milione) di mercurio per grammo di tessuto, ma possono raggiungere i 1200 ppm vicino ad una copertura d’oro su un’otturazione di mercurio (Fusayama 1963, Reden 1971, Freden 1974, Till 1978). Il mercurio migra attraverso i tessuti proprio come succede nelle pile.

Ma c’è una correlazione tra galvanismo orale e patologie riscontrate sull’uomo?

“Le otturazioni di amalgama nella bocca reagiscono tra di loro e con altri metalli eventualmente presenti per formare una batteria” (Willershausen 1992). Le correnti elettriche così generate sono dell’ordine dei microampère. Sono perciò paragonabili all’inquinamento elettromagnetico cui è soggetta una persona che rimane ferma sotto un pilastro di alta tensione.

Il nostro cervello opera nel range dei nanoampère, cioè a livelli 1000 volte inferiori a questi. Maggiore sarà la corrente, maggiore la quantità di mercurio rilasciato dalle otturazioni di amalgama.

Rheinwald e i suoi collaboratori, prendendo spunto dalle indagini condotte negli USA (Schriever / Diamond, 1952), eseguirono misurazioni dei potenziali nella cavità orale: “In una serie di casi abbiamo dimostrato che tra i campi elettrici e certi quadri clinici esisteva un nesso immediato” ed eliminando tale galvanismo orale ottennero la guarigione dei pazienti. Rheinwald, direttore della Clinica Dentistica e Mascellare nel Katharinen Hospital di Stoccarda, affermava nel 1954 che oltre all’effetto delle correnti elettriche nel cavo orale, bisognava tenere in conto “l’intossicazione dovuta a ioni metallici che si sprigionano durante l’elettrolisi”.

La sola tensione elettrica, secondo Rheinwald, può causare sintomi quali leucoplachia, gengivite, ulcerazioni nel cavo orale fino a processi patologici da metastasi: “Risulta dall’esperienza clinica e dalla letteratura scientifica che l’eliminazione degli elementi che conducono ad una maggiorata differenza di potenziale è di estrema rilevanza per la salute umana e spesso fa scomparire di colpo quei fenomeni patologici che fin a quel momento avevano resistito ad ogni terapia”.

Rheinwald aveva constatato grandi differenze nel comportamento elettrico delle restaurazioni di amalgama: “Tra le diverse otturazioni d’amalgama, come anche tra otturazioni d’amalgama ed otturazioni di metallo nobile, a volte si producevano potenziali talmente elevati che l’ampiezza di misurazioni del nostro apparecchio (1100mV) non era sufficiente per poter indicare la forza elettromotrice”. Già a partire da valori di 80mV, cioè meno di un decimo dei valori misurati tra le otturazioni di amalgama, Rheinwald, eliminando le differenze potenziali riuscì a “guarire alcuni dei casi clinici citati”.

Secondo Loebich (1954) “l’amalgama in combinazione con oro dentale in casi singoli, può causare un disturbo alla salute oppure una malattia generale”. Cioè “la presenza contemporanea nel cavo orale di più otturazioni basta a causare malattie generali dell’organismo.”

Loebich precisava anche il modo in cui una lega dentale quale l’amalgama agisce sui processi vitali: “Ciò può avvenire per due vie fondamentalmente diverse. Gli ioni (sali metallici) che possono formarsi (per influenze chimiche) agiscono in modo tossico, oppure la differenza di potenziale (=tensione elettrica) causa un disturbo funzionale nell’organismo (per influenza fisica).”

Secondo Loebich, la differenza di potenziale ha la facoltà “di agire in prima istanza sugli elementi nervosi dell’organismo”. “Non appena esiste non solo una tensione, ma scorre anche corrente elettrica, l’elemento locale fornisce una quantità di ioni metallici che corrispondono alla potenza della corrente elettrica. Gli ioni metallici provengono dall’elettrodo meno nobile” cioè dall’amalgama.

Sotto il titolo “È tutt’ora giustificabile l’uso dell’amalgama come materiale di otturazione ?”, Rebel (1955) descriveva dettagliatamente le conseguenze patogene dell’amalgama nel cavo orale in caso di contatto metallico con un’altra restaurazione di un diverso metallo nobile: “In questo caso i prodotti dell’elettrolisi vengono assunti dall’organismo sia a livello della mucosa orale, sia nel canale gastroenterico, sia nel tratto respiratorio, e possono causare un disturbo a distanza oppure provocare un immediato disturbo locale (metallosi)”.

Schmitt (1955), del reparto Protesi della Clinica Odontoiatrica dell’Università di Monaco di Baviera, pubblicò nella rivista specializzata Zahnarztliche Praxis diversi casi clinici in cui, in questa clinica, in seguito alla misurazione dei potenziali furono rimosse le otturazioni d’amalgama che mostravano valori notevolmente maggiorati. Le conseguenze furono: completa guarigione delle patologie si erano mostrate resistenti alle terapie, quali le alterazioni nel cavo orale come gengivite, leucoplachie, stomatite aftosa, pemfigo, nonchè bruciore sulla lingua, disturbi gustativi, flusso salivare patologicamente alterato, dolori brucianti in seguito a consumo di cibi acidi.

Anche Thielemann (1954), della Clinica Odontoiatrica dell’Università di Francoforte, già nell’anno 1954 aveva riferito di diversi casi di “disturbi al sistema nervoso” causati da amalgama. Convulsioni muscolari alla parte sinistra della faccia, durate per mesi, trasformatesi infine in una paralisi facciale a sinistra, accompagnata da occhio lacrimante, da ptosi nonché da infiammazione delle mucosi, tutto ciò poteva essere guarito, in parte improvvisamente, grazie all’eliminazione delle otturazioni d’amalgama. Di questo argomento riferiva Thielemann durante una sessione, alla quale Loebich, esperto della ditta Degussa per la letteratura specializzata, presentò una relazione dal titolo “Contributo metallurgico sulla questione del danno provocato da elementi locali”.

Kohler (1958), riferendosi alle otturazioni d’amalgama ha dichiarato: “Non si può certamente negare che queste differenze di potenziali sviluppatesi nella bocca generino dei danni e fenomeni neurologici assai fastidiosi. Devo tuttavia sottolineare che queste conoscenze non sono affatto di data recente”. Per il lavoro qui citato, a Kohler fu conferito il premio Arnold-Biber.

Nel 1971 il brasiliano Mello pubblicò uno studio intitolato “Effetto galvanico causato da otturazione di amalgama: un caso clinico”. Von Fraunhofer l’anno successivo presentò, sul British Medical Journal, misurazioni di galvanismo orale e il susseguente aumento di corrosione dell’amalgama.

Nel giro di sette anni, tre diversi gruppi di ricercatori dimostrarono che il mercurio migrava anche nelle gengive, nella polpa e persino nell’osso mascellare (Reden 1971, Freden 1974, Till 1978).

Wang nel 1977 dimostrò che due marche di amalgama avevano diversi potenziali elettrici e, quando presenti insieme nel cavo orale, creavano una cella galvanica in cui un tipo di amalgama agiva da catodo e l’altra da anodo.

Nel 1978 Bergman pubblicò “Misure in vivo di galvanismo orale”, in cui dimostrava che il galvanismo orale può causare problemi nei pazienti, non solo di tipo locale nella bocca. Holland nel 1980 studiò l’intensità delle correnti create da amalgama e oro e dimostrò che questa dipendeva tra le altre cose dal rapporto tra estensione della superficie di oro e quella di amalgama. Anche Bardehle (1980) studiò le combinazioni oro-amalgama nel cavo orale ed il galvanismo che queste causavano.

Il prof. Rehberg collaboratore presso un’altra ditta produttrice di amalgame, la Bayer AG, illustrò nel settembre 1982 la “Monografia sulle amalgame odontoiatriche convenzionali” (approvata dalla Commissione B-9 del BGA, Ufficio Federale di Sanità): “Una delle cause che generano gli svantaggiosi fenomeni menzionati nelle otturazioni d’amalgama presenti nella bocca per più tempo, quali ad esempio il cambiamento di colore e rotture sull’orlo, consiste nella corrosione elettrochimica. Tramite essa possono, inoltre, sprigionarsi ioni metallici, i quali, secondo la quantità, mostrano effetti locali e sistemici sull’organismo”.

Secondo una lettera, datata 26.1.1984, di Stumke e Kropp, autori specializzati della Degussa AG, presentata nel processo contro la Degussa stessa al Tribunale di Kiel, “il contatto dell’amalgama con altre leghe per conduzione elettrica può comportare disturbi alla salute”. La Degussa era obbligata per legge a divulgare quelle notizie in suo possesso ma scelse di non farlo.

Johansson misurò nel 1986 correnti galvaniche causate dalla presenza contemporanea di amalgama ed oro e dimostrò che le amalgame convenzionali provocavano un effetto galvanico maggiore rispetto a quelle di rame. Sempre nel 1986, Momoi misurò l’intensità delle correnti nella polpa del dente quando amalgama e oro di denti opposti entravano in contatto. Le correnti galvaniche generate nel dente con l’amalgama erano sempre maggiori (fino a 18 volte al momento del contatto) di quelle del dente con oro. Ciò è una conseguenza del maggior potenziale elettrico associato all’amalgama.

I ricercatori norvegesi Eriksen e Leirskar presentarono dei casi clinici con galvanismo orale da amalgama in uno studio pubblicato nel 1987. Meyer pubblicò nel 1993 uno studio scientifico intitolato “Corrosione galvanica intraorale”, in cui presentava una rassegna della letteratura e un caso clinico. Owens nello stesso anno presentò in una pubblicazione dell’Università del Tennessee un altro caso clinico: “Shock galvanico localizzato dopo l’inserimento di un’otturazione di amalgama”.

A questo punto non sembra fuori luogo la raccomandazione di Health Canada, l’ente governativo per la salute, che nel 1995 si esprimeva in questi termini nei confronti delle amalgame:

“Otturazioni di amalgama non dovrebbero essere messe in contatto
con esistenti dispositivi metallici nella bocca”

Quarant’anni prima, la Lega Federale dei Dentisti Tedeschi (1954) aveva affermato su Zahnarztliche Mitteilungen: “Da decenni è risaputo che da leghe comuni o rimescolate, specie se nella bocca si trovano contemporaneamente diversi metalli, possono svilupparsi correnti a bassa tensione, che a certe condizioni possono comportare effetti nocivi immediati o in tempi più lunghi.”

Alcuni di questi studi scientifici erano già stati prodotti alla fine del ‘900, altri sono più recenti e risalgono agli ultimi anni. Vediamone in dettaglio alcuni, esaminando i sintomi di ogni paziente ed il decorso clinico:

Amalgama dentale Otturazioni e Mercurio
articolo a cura di Dentisti-Italia.it
Contro l’insorgere delle carie che con la loro azione degenerativa creano veri e propri crateri all’interno dell’elemento dentale, gli odontoiatri ricorrono alle cosi dette otturazioni. Le amalgame necessarie per queste otturazioni di tipo metallico, sono composte per il 50% da mercurio, per il 12% da rame, per il 15% da stagno e per il restante 20% da argento. Ultimamente si è molto discusso sulla nocività della prima sostanza menzionata, presente in grande quantità. La tossicità delle amalgame contenenti mercurio, hanno scatenato una serie di timori legati proprio all’avvelenamento che la sostanza può produrre. Questo perché il mercurio potrebbe essere metabolizzato dal paziente al livello della mucosa nasale o dell’apparato bronco-polmonare. Non solo: la sostanza può diffondersi nell’organismo attraverso la dentina (l’elemento interno al dente) e la polpa dentaria. Anche la corrosione per via dell’usura delle otturazioni, può rivelarsi la causa di un’ingestione del mercurio. In ultimo è da menzionare l’azione di un batterio presente all’interno del cavo orale, lo Streptococcus Mutans, capace di convertire il mercurio in metil – mercurio, sostanza ancora più nociva in gradi di rompere le membrane cellulari ed alterare il citoscheletro. Inoltre la liberazione dei vapori nocivi del mercurio risulta pericolosa anche per il dentista che sta operando. Il rischio viene evitato oggigiorno grazie ad un sofisticato macchinario necessario alla preparazione del mercurio, che viene triturato in modo da renderlo incapace di liberare tali vapori. Dopo lunghi dibattiti tra specialisti del campo si è giunti ad una divisione tra paesi che ammettono l’utilizzo del mercurio e paesi che lo hanno invece bandito nelle pratiche odontoiatriche. Di quest’ultima categoria fanno parte Norvegia, Svezia e Danimarca, che hanno sostituito la sostanza a rischio con delle amalgame create con resine sintetiche. La ricerca sviluppatasi all’indomani di questi dibattiti ha infatti portato all’individuazione di sostanze alternative, totalmente biocompatibili e ugualmente resistenti, che permettono otturazioni altrettanto efficaci. Hanno solitamente un costo più elevato delle otturazioni tradizionali, ma garantiscono un buon livello estetico grazie alla loro pigmentazione bianca che si confonde con quella naturale dei denti. L’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici (FDA – Food and Drugs Adminsitration) si è recentemente allineata alle idee dei paesi nord europei menzionati. L’assenza di dati scientifici certi che evidenzino la pericolosità del mercurio contenuto all’interno delle amalgame, ha spinto altri paesi, come per esempio l’Italia, a non vietare ma a sconsigliare soltanto l’uso del mercurio, per motivi prettamente precauzionali, in situazioni particolari come la gravidanza, l’allattamento, nei pazienti infanti o in quelli nefropatici, ovvero che soffrono di un malfunzionamento renale. In questi anni di confusione, in cui insigni odontoiatri si trovano in contrasto circa la tossicità del mercurio, i pazienti non sanno davvero che fare. Come è giusto infatti essi cercano una risposta concreta, sicura, che riesca in qualche modo ad accordare le parti. Ecco perché quando si verificano patologie che rendono necessaria un’otturazione, è il medico a decidere se applicare o meno amalgame costituite da mercurio o da resine sintetiche, in base alle sue opinioni e, naturalmente, al caso clinico particolare riscontrato. Vitale diventa allora trovare un odontoiatra di cui ci si possa fidare, che ispiri professionalità al paziente. Affidarsi con sicurezza alle cure di un medico di fiducia, non fa che tranquillizzare il paziente e rendere più agevole e sicura la buona riuscita dell’intervento.

L’amalgama e la legge Italiana, un commento al Decreto
MINISTERO DELLA SALUTE
DECRETO 10 ottobre 2001 Divieto di utilizzazione, importazione e immissione in commercio, sul territorio italiano degli amalgami dentali non preparati sotto forma di capsule predosate e precauzioni ed avvertenze da riferire nelle istruzioni per l’uso degli amalgami dentali posti in commercio in Italia.
IL MINISTRO DELLA SALUTE Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, concernente i dispositivi medici e successive modificazioni e, in particolare, l’art. 13-ter come introdotto dall’art. 22 del decreto legislativo 8 settembre 2000, n. 332, che prevede che il Ministero della sanità, per garantire la tutela della salute e della sicurezza e per assicurare il rispetto delle esigenze di sanità pubblica, può adottare tutte le misure transitorie e giustificate tendenti a vietare, limitare e sottoporre a misure particolari la disponibilità di un prodotto o di un gruppo di prodotti;
Visto il rapporto del 1998 sugli amalgami dentali del gruppo di lavoro ad hoc incaricato dalla Direzione generale III della Commissione europea;
Visto il parere del Consiglio superiore di sanità del 14 aprile 1999;
Considerato che l’emissione di vapori di mercurio in corso di preparazione degli amalgami dentali preparati in forma libera è suscettibile di compromettere la salute degli utilizzatori e dei pazienti;
Considerato il rischio di sovradosaggio in mercurio degli amalgami preparati da leghe metalliche e da mercurio preparato in forma libera;
Considerato che l’esistenza sul mercato di amalgami preparati sotto forma di capsule predosate permette di ridurre le emissioni di vapore di mercurio in corso di preparazione dell’amalgama dentale e di standardizzare la quantità di mercurio aggiunta alla lega e che, di conseguenza, non è giustificato mantenere sul mercato gli amalgami dentali non preparati sotto forma di capsule predosate;
Considerato altresì che l’incidenza dell’allergia al mercurio è in incremento, anche se non ci sono dimostrazioni che questa osservazione valga anche per i pazienti portatori di otturazioni in amalgami in mercurio;
Considerato che la sostituzione degli amalgami dentali con altri materiali non è giustificata perché questi non mostrano un livello di sicurezza e durata superiore a quello degli amalgami;
Considerato comunque che esiste sia il problema di sottogruppi di popolazione particolarmente suscettibili (bambini, donne in gravidanza, ecc.) da tutelare maggiormente, sia quello di particolari situazioni che possono esporre a picchi di Hg anche importanti;
Considerato che un aspetto che deve indurre cautela è quello dell’esistenza per la popolazione generale di fonti multiple di esposizione al mercurio: alimentazione, eco dispersione, uso di farmaci;
Considerato che gli utilizzatori e, se del caso, i pazienti, devono essere informati delle precauzioni di impiego da osservare;

Ritenuto di vietare in via cautelare l’utilizzazione, l’importazione e l’immissione in commercio di amalgama non preparata in forma predosata;
Ritenuto di definire raccomandazioni e limitazioni d’uso in particolari situazioni;
Decreta:
Art. 1.1. è vietata l’utilizzazione, l’importazione e l’immissione in commercio sul territorio italiano degli amalgami dentali non preparati sotto forma di capsule predosate.
Art. 2.1. Le seguenti informazioni devono essere riportate nelle istruzioni per l’uso degli amalgami posti in commercio in Italia:
a) stoccare le capsule di amalgama in un ambiente fresco e ventilato;
b) lavorare in locali ventilati con rivestimenti non tessili decontaminabili;
c) realizzare sempre sotto raffreddamento, aspirazione e isolamento del campo operatorio, la fresatura e la lucidatura dell’amalgama;
d) condensare l’amalgama con i mezzi classici (condensatore manuale) e non utilizzare i condensatori ad ultrasuoni;
e) non posizionare l’amalgama dentale in vicinanza di altri restauri metallici, al fine di evitare rischi di corrosione;
f) evitare per prudenza la posa e la rimozione dell’amalgama in pazienti con allergia per l’amalgama, gravidanza, allattamento, bambini sotto i sei anni d’età, pazienti con gravi nefropatie;
g) in caso di sopravvenute reazioni locali, in particolare di lesioni lichenoidi in vicinanza di un amalgama, o nei casi, sicuramente accertati, di allergia a tale materiale, è indicata la rimozione dell’otturazione.
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 10 ottobre 2001
Il Ministro: Sirchia

Perché il mercurio non ha posto nell’odontoiatria del XXI secolo

L’amalgama è il più costoso materiale per otturazioni dentali quando si comprendono anche i costi ambientali
Secondo il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, l’uso di otturazioni in amalgama rappresenta un consumo globale di mercurio di circa 313-411 tonnellate l’anno, cioè è uno dei maggiori impieghi di mercurio nel mondo.[1]  La maggior parte di questo mercurio dentale non può essere trattenuto dai separatori. Lascia lo studio dei dentisti, entra nell’aria, nell’acqua e nel suolo attraverso numerosi percorsi.[2]
Il nuovo rapport economico I Costi Reali del Mercurio Dentale conferma che, una volta presi in considerazione questi costi, l’amalgama è di gran lunga il più costoso materiale per otturazioni rispetto alle altre alternative più responsabili dal punto di vista ambientale.[3]
Questi costi ambientali esternalizzati non vengono pagati dai dentisti che usano l’amalgama, ma dalla comunità interessata, cioé da chi paga le tasse, dai pescatori, dagli agricoltori, dalle donne in gravidanza, dagli addetti alle onoranze funebri, dai proprietari degli studi odontoiatrici, dagli impiegati del settore turistico, dai dentisti responsabili dal punto di vista ambientale che non usano mercurio, da chi paga il canone idrico, dalla natura, dai lavoratori del settore odontoiatrico, dai consumatori, dai bambini e dalle loro famiglie.

L’amalgama è un materiale “primitivo” del XXI secolo che danneggia la struttura del dente
Il posizionamento di otturazioni in amalgama danneggia la salute del dente, indebolisce la struttura e può fratturare il dente, tutto ciò può portare all’impiego di ulteriori lavori odontoiatrici più costosi nel futuro.
Il rapporto del 2011 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Future Use of Material for Dental Restoration stabilisce che, “Le resine adesive [come i compositi]permettono una minore distruzione del dente e, di conseguenza, una più lunga sopravvivenza dello stesso. Le agenzie pubbliche dovrebbero prendere l’iniziativa ed incoraggiare la sostituzione dell’amalgama con materiali di scelta per i denti posteriori.”[4]
Esisono alternative all’amalgama senza mercurio, efficaci e a buon prezzo
Sono oggi largamente disponibili delle alternative all’amalgama prive di mercurio e sono così efficaci che l’uso dell’amalgama sta rapidamente diminuendo nel mondo.  Per esempio, l’amalgama rappresenta solo meno del 4% dei restauri in Giappone,[5] meno del 10% in Olanda[6] e in Svizzera,[7] del 10% in Mongolia, del 20% in Singapore e in Vietnam.[8]  Alcuni paesi come la Svezia[9] e la Norvegia [10] hanno virtualmente messo al bando l’amalgama del tutto.
Anche se non si considerano i costi ambientali dell’amalgama, ci sono molte alternative economiche. Per esempio, il trattamento restaurativo traumatico (ART) costa solo la metà dell’amalgama[11] e le piccole otturazioni in composito sono paragonabili a piccole otturazioni in amalgama in molti luoghi.
L’uso dell’amalgama è stato già limitato per i bambini in molte nazioni
Una delle iniziative intraprese da alcuni governi per diminuire l’uso di amalgama è ridurre l’uso nei bambini e nelle donne in gravidanza. Per esempio il Canada, l’Italia, la Germania e l’Australia hanno adottato misure per scoraggiare l’uso di amalgama nei bambini.
Ci sono alternative disponibili per i denti dei bambini. Come sottolineato nella relazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, “Materiali da restauro alternativi di qualità sufficiente sono disponibili per l’uso nella dentizione decidua dei bambini.”[12]  A differenza dei denti permanenti, i denti primari dei bambini cadono e vengono sostituiti da denti definitivi. Di conseguenza, essi non richiedono otturazioni che durano a lungo.[13] Ad esempio, il ricercatore Dr. Prathip Phantumvanit dice: “crediamo che l’ART sarà un’alternativa al restauro in amalgama in particolare nei denti decidui, la cui vita dura meno di dieci anni.”[14]

METALLI PESANTI

I Metalli Pesanti sono implicati in due grossi capitoli delle Medicine non convenzionali:
come causa di intossicazione dell’organismo;
come rimedi terapeutici nella loro forma omeopatizzata. 
La definizione di Metalli Pesanti non è ben delineata, comunque sono elementi chimici che presentano le seguenti caratteristiche comuni:
hanno una densità superiore a 4,6 grammi per cm3 ;
si comportano come cationi, ossia come ioni dotati di carica positiva quando entrano in un campo elettromagnetico;
presentano una bassa solubilità dei loro idrati;
hanno una tendenza a dare vita a legami chimici complessi;
hanno una grande affinità con i solfuri, nei quali tendono a concentrarsi;
hanno diversi stati di ossidazione a seconda delle condizioni di pH.

Da un punto di vista del comportamento biologico dei metalli in bocca esistono due fondamentali parametri da considerare ovvero la biocompatibilità e la immunocompatibilità. La biocompatibilità di un materiale è un concetto ampio che comprende l’assenza di tossicità acuta, la tollerabilità da parte di cellule e tessuti, l’assenza di cancerogenicità e mutagenicità.
Alcuni metalli sono palesemente tossici per l’organismo. Esempi di questi metalli sono il mercurio, il cadmio, l’arsenico ovvero i metalli pesanti in genere. Questo genere di metalli non dovrebbe mai essere presente nei manufatti che vengono permanentemente posizionati all’interno della bocca dei pazienti.
Esistono poi numerosi metalli odontoiatrici che non hanno una elevata tossicità specifica, ma che possono essere comunque pericolosi. Il palladio, il cromo, il cobalto, il nickel, il rame sono metalli tollerati in piccolissime dosi; in quantità maggiori possono essere invece citotossici (tossici per le cellule con cui vengono a contatto diretto).
Infine esistono i metalli nobili, in particolare l’oro, che sono estremamente stabili, poco soggetti alla reattività chimica con altre sostanze e tendenzialmente compatibili con le cellule ed i tessuti.
Il titanio tecnicamente non fa parte dei metalli nobili anche se la formazione di uno spesso strato di ossidi protettivi sulla sua superficie tende a renderlo poco reattivo.

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