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Tuesday, August 20th, 2019

E' mancato l'arcivescovo e cittadino onorario di Busca Monsignor Giulio Einaudi

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by December 29, 2017 General

E’ morto ieri sera all’ospedale Santa Croce di Cuneo in seguito ad un malore improvviso il cittadino onorario di Busca, arcivescovo e già nunzio apostolico Monsignor Giulio Einaudi. Il prelato aveva ricevuto la cittadinanza onoraria il 23 luglio 2008 dal sindaco Luca Gosso.

La città di Busca – disse nell’occasione l’allora sindaco – con questo gesto vuole testimoniare la stima e l’affetto nei confronti dell’illustre ospite. L’approvazione della relativa delibera avvenuta per acclamazione e all’unanimità ne sono dimostrazione“. 

Monsignor Einaudi, originario di San Damiano Macra, ha rappresentato la Santa Sede in diversi Paesi del mondo (Thailandia, Cile, Croazia, Cuba). Raggiunto il pensionamento si era stabilito Busca. Il malore lo ha colpito ieri dopo che aveva celebrato come di consueto la messa delle ore 9 nella chiesa della Santissima Trinità, la Rossa.

Giulio Einaudi era nato l’11 febbraio 1928 a San Damiano Macra, borgata Rio, in una famiglia di campagna e di profonde tradizioni cristiane. Il padre Giacomo era un assiduo lavoratore dei campi, interamente dedito alla famiglia e al servizio della comunità. Durante la prima guerra mondiale aveva combattuto al fronte per tutta la durata del conflitto nel corpo della fanteria, insieme a suo fratello Pietro, negli Alpini, e al fratello sacerdote don Giovanni, nella sanità. Ancora nel 1940, all’inizio della seconda guerra mondiale, era stato richiamato alle armi, ma dopo due mesi di caserma a Dronero era stato esonerato dal servizio militare per poter attendere al sostentamento della famiglia. Anche la madre Elisabetta proveniva da una buona famiglia di agricoltori e di devota pratica cristiana.

Durante la seconda guerra mondiale la famiglia, aveva sofferto la distruzione della casa, del bestiame e dei raccolti agricoli nell’incendio che ha devastato San Damiano Macra per mano dei soldati tedeschi e repubblicani la domenica 30 luglio 1944. In seminario a Saluzzo Giulio aveva frequentato in paese l’asilo infantile e la scuola elementare, poi a Saluzzo il seminario minore di Sant’Agostino per cinque anni del ginnasio e il seminario maggiore di San Nicola per il liceo e gli studi di Teologia, al termine dei quali era stato ordinato sacerdote dal vescovo diocesano monsignor Egidio Luigi Lanzo nella cattedrale di Saluzzo il 29 giugno 1951.

Dopo tre anni come vice-curato alla parrocchia cattedrale di Saluzzo, nel 1954 era stato inviato a Roma, dove aveva proseguito gli studi alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Università del Laterano, conseguendo la laurea in teologia morale e la laurea in diritto canonico. Chiamato al servizio diplomatico della Santa Sede, era stato alunno della Pontificia Accademia di Diplomazia per il corso biennale di preparazione ed era entrato nel servizio effettivo il primo agosto 1960.

Come prima destinazione nel servizio diplomatico del Vaticano era stato inviato come segretario di nunziatura alla Delegazione Apostolica di Bangkok, in Thailandia, dove rimase cinque anni dal 1960 al 1965. La Delegazione Apostolica di Bangkok si occupava della Thailandia, della Malesia, di Singapore e del Laos, paesi buddisti musulmani, dove i cristiani non erano che una infima minoranza, ma molto apprezzati per le loro scuole, per gli ospedali e per le opere di carità. Il maggior numero, infatti, degli alunni nelle scuole non era di cristiani. A Bangkok, ad esempio, i sovrani buddisti della Thailandia, il re Phumipol e la regina Sirikit, visitavano sovente e volentieri le scuole femminili delle suore Orsoline e di San Giuseppe e le scuole artigianali maschili dei padri Salesiani. Non vi erano difficoltà di rilievo nel dialogo tra la Chiesa cattolica e le autorità governative.

Nel 1965 era stato trasferito come uditore di nunziatura alla Delegazione Apostolica di Washington negli Stati Uniti di America, dove rimase sei anni fino al 1971, in un ambiente totalmente diverso per l’aspetto religioso, politico e sociale. In quel tempo non vi erano ancora relazioni ufficiali e diplomatiche tra la Santa Sede e gli Stati Uniti, iniziati soltanto nel 1982, ma i contatti e il dialogo con pubbliche autorità erano rispettosi e cordiali, facilitando il buon intendimento nelle rispettive attività. Furono anni di intenso lavoro, ma segnati anche da fatti che avevano influenzato e turbato la vita politica sociale, come la guerra in Vietnam, l’uccisione del senatore Edward Kennedy e del ministro protestante Martin Luther King, e soprattutto la vita religiosa dei cattolici nel periodo dopo il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo (1962-1965) con crisi profonde nei fedeli, nei vescovi, nei sacerdoti e nelle comunità religiose.

Nel settembre 1971 era stato inviato come consigliere alle Nunziature Apostoliche di Kigali nel Rwanda e di Bujumbura nel Burundi, paesi africani in maggioranza cristiani (60 per cento) e di grandi bellezze naturali come foreste, laghi, parchi di animali, estese coltivazioni di caffé, banane e altri frutti tropicali. Ambedue i paesi, tuttavia, erano feriti dall’odio e dalle lotte violente e sanguinose tra le tribù degli Hutu e dei Tutsi, o Watussi, che causavano divisioni anche tra i membri della Chiesa. In Rwanda vi era anche una piccola tribù di pigmei, ma isolata nelle foreste ed estranea alla vita sociale del paese.

Aveva trascorso poi un periodo di due anni alla Nunziatura apostolica di Lisbona in Portogallo dal 1974 al 1976: un periodo relativamente breve, ma carico di avvenimenti importanti, come la fine dei possedimenti coloniali portoghesi ed il passaggio dei vari pesi africani (Angola, Mozambico, Giunea Bissau, San Tomè e Principe) all’indipendenza e alla sovranità nazionale. La Chiesa aveva sofferto qualche difficoltà con il nuovo governo portoghese di ispirazione marxista che si era installato proprio in quegli anni, ma la gente aveva saputo difendere la propria fede sotto la protezione della Madonna di Fatima.

Il 10 novembre 1976 A Lisbona era poi arrivata la sua nomina ad Arcivescovo e Nunzio Apostolico, pubblicata il 10 novembre 1976, con destinazione iniziale al Pakistan e all’Afghanistan. Aveva ricevuto l’ordinazione episcopale il 2 gennaio 1977, conferita dal cardinale Angelo Rossi, prefetto della congregazione romana di Propaganda Fide, nella cattedrale di Saluzzo con grande partecipazione di autorità e di fedeli. Pakistan e Afghanistan Sia il Pakistan che l’Afghanistan sono paesi musulmani. In Pakistan i cristiani erano e sono tuttora una piccola minoranza, ma sono bene organizzati con chiese, vescovi, sacerdoti, scuole e ospedali. In Afghanistan ogni manifestazione di vita cristiana era proibita e l’unica cappella cattolica si trovava nel recinto dell’ambasciata italiana a Kabul. La situazione era peggiorata dopo l’invasione sovietica, iniziata il giorno di Natale 1979. Cuba Nel giugno 1980 fu trasferito alla Nunziatura Apostolica dell’Avana a Cuba, un’isola con grandi bellezze di terra e di mare, terra di palme e di estese coltivazioni di canna da zucchero, di caffè e di tabacco, poco distante dagli Stati Uniti ma divisa dal regime politico. Il popolo cubano, tradizionalmente cristiano, veniva ostacolato in vari modi nella pratica religiosa, ma le chiese continuavano ad essere frequentate e la fede cristiana viveva nelle famiglie.

Dopo otto anni di vita cubana, fu nominato nel 1988 Nunzio Apostolico a Santiago del Cile, un paese lungo migliaia di chilometri sulle sponde dell’Oceano Pacifico, ricco di pesca e di culture agricole e di minerali, dove la Chiesa è fiorente e i cattolici sono quasi l’80 per cento della popolazione. Vi sono stati in quegli anni cambi significativi nel governo cileno, dal regime militare al regime democratico, anche la Chiesa ha contribuito grandemente al benessere spirituale e culturale del paese.

Il 15 gennaio 1992 la Repubblica di Croazia, già parte della Federazione Socialista di Jugoslavia, fu riconosciuta dalla comunità internazionale come repubblica indipendente e sovrana. Il 10 febbraio 1992 stabilisce relazioni diplomatiche con la Santa Sede con la nomina del primo Nunzio Apostolico, che dal Cile fu trasferito a Zagabria, la capitale croata, dove giunse il 4 maggio di quell’anno e vi rimase per undici anni. In Croazia continuava la guerra, iniziata nel 1991, contro l’esercito federale della Serbia, che occupava ancora un terzo del suo territorio. La sua liberazione totale  avvenne solo nel gennaio 1998, lasciando migliaia di morti, settecentomila profughi e rifugiati, ingenti distruzioni di case, di chiese, di monasteri e conventi di frati e di suore. Sono stati anni difficili. La Chiesa si è adoperata grandemente nell’opera di pacificazione e di riconciliazione nazionale allo scopo di risanare questo aspro conflitto nel cuore del popolo e ha invitato il Papa a visitare personalmente la Croazia. Il papa Giovanni Paolo II, già in precarie condizioni di salute, per ben tre volte visitò la Croazia negli anni 1994, 1998 e 2003.

Nel 2003, secondo le prescrizioni del codice di diritto canonico, il Nunzio Apostolico aveva presentato le sue dimissioni al Papa per raggiunti limiti di età. Il 20 settembre di quell’anno aveva lasciato definitivamente Zagabria, era tornato nella sua diocesi di Saluzzo e si era  stabilito  Busca con la sorella Anna e offriva  il suo lavoro pastorale a servizio della Chiesa locale.

c.s.

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