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Tuesday, November 12th, 2019

I tuffatori filippini fanno ridere Rio 2016. Falso, è una bufala e ci casca (anche) il Corriere della Sera

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by August 8, 2016 General

TUFFATORI FILIPPINI RIO 2016 –

Lo sappiamo, le Olimpiadi sono speciali. Per le storie che raccontano, come quella del nostro Sabbioni che ha commosso tutti, per il fatto che permette a Eric Moussambani della Guinea Equatoriale, a Sydney 2000, di tuffarsi per la prima volta in acqua in una gara competitiva – era un pallavolista che imparò a nuotare solo 8 mesi prima nella piscina di un albergo – in una batteria olimpionica. Erano tre: i suoi avversari, un tagiko e un nigeriano, fecero falsa partenza, lui corse da solo: 100 metri a stile libero – letteralmente, non somigliava ad alcuno stile visto prima – in quasi 1’58”, con il pubblico che lo incitava nella seconda vasca in cui quasi rischiò di affogare per quanto era stremato (per intenderci Federica Pellegrini ci mette due-tre secondi in meno a coprire il doppio della distanza). Così come (in quelle invernali) ai bobbisti giamaicani fu consentito di tentare la via della gloria a Calgary ’88 (la loro storia è diventata un film, Cool Runnings).

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Ecco perché noi giornalisti abbiamo fame di queste storie. Sono quelle che amiamo scrivere e anche leggere, di scoprire e magari romanzare. Anzi, ai tempi del web, si ha fame di video da offrire ai lettori e condividere sui social. E allora finisco come spesso mi accade sulla homepage del Corriere della Sera. Nella colonna di destra, c’è subito un video: due tuffatori filippini che hanno fatto ridere tutta Rio con i loro tuffi che hanno preso zero spaccato dai giudici.

1 / 8E fin qui è andata

Tuffatori filippini bufala olimpiadi

Ero già pronto a rassegnare le dimissioni al mio direttore: non l’avevo trovata io quella storia e dire che Pahoyo e Fabriga, i due atleti di Manila, sono famosi per le loro performance improbabili. Apro il video, avvilito e pronto a cercarmi un altro lavoro, poi capisco. Quel video l’ho già visto.

Mi sforzo di ricordare. Mi aiuto con Google. Eccolo qua, è lo stesso. Anzi, qui si vede pure meglio:

Non è l’Olimpiade di Rio 2016. E’ il SEA Games 2015 di Singapore (Sea, che vuol dire mare in inglese, qui è il furbo acronimo che sta per South East Asian). I tuffi e i tuffatori sono quindi veri. Ma sono di un anno prima, 14 mesi per l’esattezza.

Lo ammetto, sono stato fortunato: guardavo in Rai i tuffi maschili, la finale. La piscina era evidente non fosse la stessa. Poi non mi convinceva il logo. Quello di Rio lo vedo per ore da giorni. Non era affatto simile, per tacere della grafica televisiva. Potete giudicare voi stessi.

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In ogni caso, la qualità del video di Vista, va detto, è pessima. Ed è quella che hanno visto al Corsera. Si poteva sbagliare. Ma dal momento che sono riusciti a leggere il nome dell’atleta – John Elmerson Fabriga -, avrebbero potuto pur sempre andare sul sito ufficiale delle Olimpiadi di Rio 2016 e vedere se fosse stato convocato il nostro eroe. Niente da fare. Nella lista degli atleti filippini a Rio 2016 non c’è. Non mi rassegno, li voglio a Rio 2016 anche io questi geni. Ma è George Mills, sul Daily Star, che ne ha raccolto anche delle sue, anzi delle loro (pure di Pahoyo, altro che ha fatto ridere il mondo con i suoi tuffi) dichiarazioni, a togliermi ogni illusione. Le Olimpiadi, John David Pahoyo e John Elmerson Fabriga, le stanno vedendo da casa. Si consolino, però, i colleghi. Ci sono cascati anche all’estero.

Per consolarli e consolarmi dell’assenza di questi due meravigliosi atleti, ecco un video geniale in cui Shia LeBoeuf, sì, proprio l’attore di Transformers, prova a motivare il nostro.

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