Skip to Content

Wednesday, August 21st, 2019

In milioni contro il Festival di Yulin: “Xi Jinping fermi il massacro di cani”

Closed
by June 10, 2016 General

Con il solstizio d’estate si avvicina il Festival di Yulin che da noi potrebbe tranquillamente andare sotto il nome di “sagra della carne di cane”. Dal 2010, il 21 giugno di ogni anno, in questa metropoli di 5 milioni e mezzo di abitanti, vengono macellati circa 10mila cani. E come ogni anno, una coalizione internazionale di animalisti chiede al governo locale di abbandonare questa tradizione “crudele”. Quest’anno si rivolge direttamente al presidente della Repubblica popolare Xi Jinping avvisandolo che se interromperà la tradizione del festival “dimostrerà chiaramente che il suo governo protegge il benessere di uomini e animali”. 

La petizione è stata firmata da 11 milioni di persone in tutto il mondo e le sue ragioni stanno facendo breccia anche nella popolazione locale. Secondo un sondaggio riportato dalla televisione e dal quotidiano di stato per eccellenza, Cctv e Quotidiano del popolo, il 64 per cento dei cinesi vorrebbe che gli alimenti a base di carne di cane fossero proibiti per legge perché “mangiare cani non si addice a una civiltà moderna”. E infatti è già stato proibito a Taiwan, nelle Filippine, a Singapore e a Hong Kong. Ma la tradizione è dura a morire. Stando alle statistiche riportate dall’ufficio di Pechino della World Animal Protection, ogni anno in Cina vengono ancora macellati 25 milioni di cani.  

“La cultura non è mai una buona scusa per essere crudeli”, tuona il loro comunicato stampa. Ma per gli attivisti più moderati il problema è soprattutto sanitario. Secondo il ministero della sanità cinese nel paese ogni anno muoiono tra le due e le tremila persone per aver contratto il virus della rabbia e la maggior parte dei cani venduti durante il Festival di Yulin viene dal mercato nero. Non hanno quindi i documenti richiesti dalla legge per essere immessi sul mercato. È su questo tema, prima ancora di farne una questione ideologica, che il governo dovrebbe intervenire. 

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.
Previous
Next