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Saturday, August 24th, 2019

LA CAMPAGNA PRO-BREXIT FA I CONTI IN TASCA AI FUNZIONARI DELL'UNIONE EUROPEA: SPESE PAZZE PER JET PRIVATI, CROCIERE AI CARAIBI, MOBILI FIRMATI, MILIONI DI EURO MESSI ALLA VOCE SPESE "DISCREZIONALI"

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by June 19, 2016 General

James Slack e Daniel Martin per Daily Mail

Per la UE lavorano circa 55.000 persone, lo staff è cresciuto del 60% dal 2000.

I suoi membri ricevono inoltre redditizie diarie, circa 51.000 euro l’anno per coprire i costi di telefono, computer, spedizioni varie.

Ci sono poi quei 315 euro giornalieri per aver semplicemente presenziato a Bruxelles, oltre al privilegio di spostarsi su treni in prima classe o in business sugli aerei…

Gli eurocrati hanno sperperato milioni di euro tra viaggi in resort lussuosi, pasti costosi e voli su jet privati.

Nel dossier appena pubblicato, il gruppo “Vote Leave” parla di spese esorbitanti dei funzionari dell’Unione Europea, tra crociere ai Caraibi, fiumi di alcol e cioccolato (personalizzato), giornate dedicate al’ team-building’, golf e tennis club, addobbi floreali, mobili firmati, catering di alta classe e musica da rave.

Tutto riscontrabile nel sito della Commissione Europea, alla voce ‘spese discrezionali’.

Nel 2014, il conto totale è stato 35.376,819 euro.

I Pro-Brexit hanno preso come pessimo esempio quei 439.341 euro dati a ‘Luxaviation’, azienda che fornisce jet privati, vini della propria cantina, hostess in divisa e cucina a bordo.

Oltre 200.000 euro sono finiti in hotel da sogno, tipo lo ‘Stamford’ a Brisbane o lo ‘Shangri La’ di Singapore.

I funzionari europei responsabili dell’ambiente hanno speso oltre 16.000 euro per resort tipo l’’Alpine Gangwon-Do Resort’ in Sud Corea.

Gli spin doctor e i ricercatori hanno scialacquato circa 24.000 euro in taxi e servizi di trasporto con autista, rivolgendosi ad aziende come ‘Don Williams’, che noleggia Range Rovers e Mercedes, addirittura ‘pet friendly’, così da non dover rinunciare agli animali.

Hanno speso quasi 4.000 euro per un evento di artigiani del cibo e strapagato baristi addetti ai cocktail.

Insomma la crisi economica c’è, la gente non arriva a fine mese, e i nostri soldi finiscono nelle tasche di chi va a fare la bella vita.

E’ questo l’argomento di chi vuole uscire dalla EU.

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