Skip to Content

Wednesday, September 18th, 2019

La Corte Ue chiarirà il futuro della politica comm…

Closed
by October 26, 2016 General

26/10/2016 12:15

Una sentenza della Corte di Giustizia Ue all’inizio del prossimo anno chiarirà se la politica commerciale è di competenza mista o esclusiva dell’Ue. In quest’ultimo caso le intese commerciali non avrebbero bisogno di essere approvate da circa 40 organi legislativi nazionali e regionali

Una sentenza della Corte di Giustizia Ue all’inizio del prossimo anno può aiutare l’Unione europea ad uscire dalla difficile situazione in cui si trova ora, con un’assemblea regionale del Belgio che sta bloccando un accordo commerciale importante tra il Canada e i 28 Stati membri. Il caso potrebbe costituire un precedente legale rendendo più facile per Bruxelles concludere prossime intese senzail bisogno del sostegno unanime da ogni governo e parlamento nazionale. Tuttavia, si può fare ben poco per salvare l’accordo con il Canada, il Ceta.

Il trattato con il paese nordamericano non riguarda non solo le tariffe commerciali, prerogativa da tempo di Bruxelles, ma anche l’accesso al mercato dei servizi, in particolare ad alcuni pubblici di cui i governi nazionali custodiscono gelosamente il controllo. 

Ma un parere legale dell’avvocato generale già a dicembre, seguito da una sentenza della Corte di giustizia europea la prossima primavera, dovrebbe chiarire la situazione. Si dovrà stabilire se un trattato simile con Singapore rientra nella “competenza esclusiva” europea o se va qualificato come “misto” necessitando, pertanto, l’approvazione dei parlamenti nazionali e di alcuni regionali.

La politica commerciale è stata per lungo tempo una materia appannaggio solo della politica ma ora gli sforzi per elaborare un accordo commerciale ambizioso, il Ttip con gli Stati Uniti, hanno mosso l’interesse di attivisti, sindacati e ambientalisti anche contro il Ceta. 

La Commissione europea, il braccio esecutivo dell’Ue, ha iniziato i colloqui con Ottawa sette anni fa nell’ambito di un mandato da parte del Consiglio dell’Ue, che rappresenta gli Stati membri, qualificando l’accordo di competenza esclusiva europea. Ma la pressione di  alcuni Stati, tra cui la Germania che ha cercato di placare i detrattori della globalizzazione, ha portato la Commissione ad accettare una competenza “mista”. 

Nella speranza di limitare tali problemi in futuro, la Commissione ha chiesto alla Corte europea se l’accordo con Singapore, concordato nel 2014 ma non ancora ratificato, sia sua prerogativa o meno. 

Se dichiarato di competenza esclusiva dell’Ue gli accordi commerciali non avrebbero bisogno di essere approvati da circa 40 organi legislativi nazionali e regionali, anche se il Belgio potrebbe avere sempre la necessità di dare voce alle comunità federali. In linea di principio, quindi, un accordo potrebbe essere concordato a maggioranza o, in alcuni casi, all’unanimità da parte dei 28 governi nazionali riuniti nel Consiglio dell’Unione europea. 

Il fallimento del Ceta potrebbe, comunque, minacciare la credibilità dell’Ue, già traballante dopo la decisione della Gran Bretagna di lasciare il blocco e le dispute tra gli Stati sulle politiche migratorie. 

 


TAG

SECTIONS

ARGOMENTI

Previous
Next