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Tuesday, October 22nd, 2019

La tratta dei baby calciatori: scommesse e cartellini, nuovo business per vecchie mafie

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by July 28, 2017 General

Recentemente è toccato alla polizia di Prato sollevare il velo su una presunta tratta di baby calciatori provenienti dall’Africa, con relativi documenti falsi, intermediari, mediatori, finte madri e ricongiungimenti famigliari quanto meno dubbi. Arbitri, società note e meno note, soprattutto nei campionati di Promozione e Eccellenza, ma anche due di serie A, Fiorentina e Inter sono finite nell’inchiesta. L’ipotesi di reato – ovviamente tutta da verificare – è immigrazione clandestina, falso documentale e favoreggiamento reale.

L’Africa è diventata terreno di conquista anche nel settore sportivo, come spiega molto bene Stefano Scacchi nel suo Materie prime. La tratta dei baby calciatori (euro 12), libro appena pubblicato dalle meritorie Edizioni dell’Asino. E come l’Africa, anche l’America del Sud e persino l’Asia. Direttori sportivi, fondi di investimento, procuratori senza scrupoli non esitano a mettere le mani su bambini e adolescenti, pronti a alimentare un giro di affari milionario che coinvolge il mondo delle scommesse, le scuole calcio, una serie di intermediari, le famiglie di centinaia di atleti e non ultimi i sogni e le ambizioni dei giovani talenti calcistici che hanno imparato a giocare a pallone nelle periferie povere del mondo.

Sedotti e abbandonati

Secondo l’organizzazione francese Foot solidaire, osserva Scacchi, «sarebbero circa 10-15mila i giovani africani che ogni anno passano il Mediteranneo per tentare la fortuna calcistica in Europa. Il numero di 10mila ragazzi all’anno è ricorrente: questa cifra girava già a cavallo dell’anno 2000 a proposito del flusso dall’Africa in direzione di Italia, Belgio, Francia, Olanda. Centinaia di questi ragazzi, secondo l’ong transalpina, finiscono per vivere di stenti per le strade di Parigi: alcuni di loro si ritrovano in uno stato di vero e proprio vagabondaggio nelle stazioni della Ville Lumière». Ma i casi sono moltissimi, anche in Italia. Si va dal nordcoreano ingaggiato dalla Fiorentina, alle decine di ragazzi che, oggi, frequentano i centri di accoglienza e di sostegno. Perché per un sogno realizzato, ce ne sono mille infranti.

La piovra dell’azzardo

E poi, Scacchi ci ricorda che c’è il business delle scommesse. Chi più di questi ragazzi può essere “sedotto, manipolato e abbandonato? I giovani calciatori sono diventati oggetto delle avances dei faccendieri che navigano nel mondo delle scommesse legate al calcio, qui le differenze fra comunitari e extracomunitari si assottigliano, ma le organizzazioni criminali dedite alle scommesse illecite sanno benissimo su chi puntare le loro carte. Come osserva Marcello Presilla, responsabile italiano di Sportradar, una delle agenzie internazionali più importanti nell’analisi dei flussi anomali di scommesse: «i ragazzi vengono contattati via Facebook o mail dagli uomini al servizio del match-fixing internazionale».

Questi intermediari prima cercano di guadagnare la loro fiducia. Poi iniziano a chiedere «informazioni sensibili sull’andamento delle quote: infortunati, scelte dell’allenatore, esclusioni dalla lista dei convocati. Spesso atleti e dirigenti non si rendono conto di quello a cui stanno andando incontro». I “mediatori” ottengono così dati fondamentali per stabilire le quote, a maggior ragione da quando esistono 68 tipi di scommesse, molte delle quali riguardano fatti tecnici precisi di una partita, su cui la puntata può essere “live” ossia a partita ancora in corso. Oggi si scommette su tutto e su tutti: campionati Under 18, Primavera, Mondiali giovanili. I soggetti che avvicinano i ragazzi promettono un paio di scarpe
nuove, una cena, materiale tecnico, la promessa di un provino.

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