Skip to Content

Monday, August 19th, 2019

Le migliori città al mondo dove lavorare? Nessuna è in Italia (e anche Milano rincorre)

Closed
by December 22, 2017 General

Quali sono le migliori città al mondo in cui lavorare? PricewaterhouseCoopers (PwC), colosso mondiale che fornisce servizi di revisione di bilancio e di consulenza legale, fiscale e strategica, da anni monitora i principali centri economici del mondo, valutando le città a seconda di diversi parametri e stilando una sorta di ranking annuale che risponde proprio alla domanda su quale sia la città perfetta per lavorare. La risposta? Quattro città europee, nessuna italiana (Milano è solo diciottesima, lontana dai migliori in tutti i parametri) e qualche sorpresa.

I criteri non tengono conto soltanto di fattori economici – opportunità di lavoro, facilità di fare impresa, costi del lavoro – ma anche di voci che possono migliorare, magari indirettamente, la qualità del lavoro o del soggiorno nella città. Ad esempio, contribuiscono al punteggio di ciascuna città l‘efficienza dei trasporti, la sicurezza dei cittadini, la sostenibilità ambientale.

E allora, ecco la classifica delle 10 migliori città in cui lavorare, secondo PwC:

1. Londra. La capitale del Regno Unito si conferma in testa a questa graduatoria anche nel 2017. Il successo di Londra si basa sul fatto che quasi tutti gli indicatori siano al top: regole, innovazione, capacità di attrarre persone e capitali da tutto il mondo. Londra è la miglior città del mondo per “Capitale intellettuale” e come “city gateway”, ovvero come rete di accesso alla città, ma ha punteggi altissimi anche nei trasporti interni. Due sole ombre: il costo della vita, come noto, e il pericolo della Brexit, sperando che nei prossimi anni la città non subisca il contraccolpo dell’uscita dall’Unione Europea.

2. Singapore. La città è in evidente ascesa, se pensiamo che il rapporto PwC del 2012 la dava al settimo posto. Deve il suo successo soprattutto alla rete di trasporti, considerata la migliore del mondo, alla facilità di creare impresa e alla “maturità tecnologica”, ovvero quanto le tecnologie siano assimilate e correttamente utilizzate nella vita pubblica della città.

Continua a leggere su Morning Future

Previous
Next