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Thursday, September 19th, 2019

MacKenzie Bezos, la donna nel cuore di Mr. Amazon

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by January 12, 2018 General

Quando Jeff Bezos ha lasciato tutto per rinchiudersi in un garage di Seattle non era solo. Era il 1994 e poco dopo avrebbe fondato Amazon. Al suo fianco c’era MacKenzie Tuttle la donna che aveva sposato nel 1993, sei mesi dopo il primo appuntamento. E oggi che l’imprenditore è non solo l’uomo più ricco al mondo (lo è diventato nell’estate 2017 scavalcando Bill Gates), ma anche il più ricco di sempre con un patrimonio di circa 105 miliardi di dollari (la conferma l’avremo a marzo con la classifica 2018 dei Paperoni di Forbes), lei è ancora dalla sua parte. Insieme hanno fatto in modo che il patrimonio Bezos crescesse di oltre 50 miliardi di dollari (netti) negli ultimi due anni, più di quanto sia aumentato nello stesso periodo il prodotto interno lordo di Paesi come il Belize o l’Islanda. Perché se non è sempre possibile affermare con certezza che «dietro un grande uomo ci sia una grande donna», di sicuro MacKenzie ha almeno metà del merito. E la loro è una bella storia.

Ascoltavo la sua favolosa risata e pensavo: Come posso non innamorarmi?

MacKenzie Bezos

I due, 53 anni lui, 47 lei, si sono incontrati per la prima volta a New York nel 1992, lui era vice presidente dell’hedge fund De Shaw & Co, lei in cerca di lavoro. Così il suo curriculum finì nelle mani di Jeff, che le fece il primo colloquio. «Penso che mia moglie sia in gamba, intelligente, cortese e sexy, ma ho avuto la fortuna di aver letto il suo CV prima di conoscerla, quindi ho sempre saputo con esattezza quali fossero i suoi voti», dirà lui molti anni dopo a Vogue. E quei voti non erano per niente male. MacKenzie, originaria di San Francisco, dopo gli studi a Hotchkiss in Connecticut è stata un’alunna brillante di Princeton. Laurea in Letteratura, corso preferito Scrittura creativa con l’autrice e premio Nobel Toni Morrison, di cui è stata anche assistente. Ma di quegli anni ricorda (come si legge sulla sua biografia su Amazon) anche l’aver lavorato per «pagare le bollette» come lavapiatti, cameriera, cassiera di una gastronomia, commessa in un negozio d’abbigliamento, hostess di un ristorante, bibliotecaria, tutor e tata. La sua passione, però, è sempre rimasta la scrittura.

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Tanto potenti quanto innamorati (e ricchi)

Ma torniamo al lavoro a New York, anche quello per lei solo un modo per far quadrare i conti. MacKenzie ottiene il posto e un ufficio accanto a quello di Bezos. Da lì, quasi ogni giorno, lo sente ridere. «Ascoltavo quella favolosa risata e pensavo: “Come posso non innamorarmi?”», confiderà solo nel 2013 a Vogue. Per questo, una mattina, decide di fare il primo passo: lo invita a pranzo. Jeff accetta. Tre mesi dopo erano fidanzati ufficialmente. Si sposano nel 1993. Pochi mesi dopo lui vorrebbe mettere in pratica quell’idea di business che da tempo gli ronza in testa. Anche se sembra un salto nel buio, la moglie lo appoggia. Il motivo? Pur non essendo un’esperta d’affari, dirà dopo, «riuscivo a sentire nella sua voce la passione». È il 1994, si trasferiscono a Seattle e lui nel garage di casa fonda la sua azienda, quella che poi sarà Amazon.com. Lei, decide di mettere da parte (almeno per il momento) il sogno di essere scrittrice e diventa la sua contabile. Il resto è storia. Milioni di dollari, quattro figli (tre maschi e una femmina, tra i 10 e i 16 anni) e non meno importante il successo lavorativo di lei.

Il primo libro, Mrs Bezosl’ha pubblicato (non con Amazon) nel 2005. The Testing of Luther Albright è un successo e le fa vincere, l’anno successivo, l’American Book Award. Per scriverlo ha avuto bisogno di 10 anni: non voleva sottrarre del tempo alla famiglia. Il marito ha raccontato che a volte, quando si svegliava negli hotel durante le vacanze, la sorprendeva a lavorare al romanzo in bagno. Il secondo, Traps, è invece arrivato in libreria nel 2013. Per darsi un «termine di scadenza», MacKenzie, aveva deciso che non l’avrebbe condiviso con Jeff, il suo «lettore più accanito», finché non fosse stato completo. Per eliminare ogni distrazione, lavorava così in un piccolo appartamento privato. Lì scriveva fino a quando non era il momento di andare a prendere i bambini a scuola. «Prima fossi giunta a conclusione, prima avrei potuto condividerlo con lui», ha spiegato in un’intervista, rivelando come in passato il marito avesse rinunciato a impegni importanti per leggere i manoscritti del suo primo romanzo.

Jeff è il mio opposto. Lui ama incontrare la gente, ama i party, Io, invece, amo le conversazioni brevi e i jeans

MacKenzie Bezos

Esserci l’uno per l’altra, del resto, è sempre stata la loro prima regola. La seconda? Continuare a credere che “gli opposti si attraggono”. «Jeff è il mio opposto», ha dichiarato lei nel 2013, «Lui ama incontrare la gente, ama i party, è molto socievole. Io, invece, amo le conversazioni brevi e i jeans». Ma se c’è da difendere l’amato, MacKenzie non ha paura di dire la sua. Un esempio?  Quando a metà 2013 è uscito The Everything Store (in Italia tradotto come Vendere tutto. Jeff Bezos e l’era di Amazon, ndr), una sorta di biografia aziendale scritta dal giornalista Brad Stone sull’impero del marito, lei ha pensato di esprimere la sua opinione sul volume così come fanno tutti gli utenti di Amazon, cioè inserendo un commento e una valutazione in stelline. MacKenzie ha rifilato una sola stella – tra le cinque disponibili – a The Everything Store, motivando il tutto con un lungo commento/stroncatura per niente simile alle lamentele di una moglie ferita, piuttosto scritto con l’occhio critico di un’esperta.

Per il resto, la loro vita è sempre stata il più normale possibile. Fino al 1999 hanno vissuto nella vecchia casa di Seattle da una sola camera da letto (oggi possiedono cinque dimore negli Stati Uniti, a Medina, Beverly Hills, Van Horn (Texas), Washington e Manhattan). E fino al 2013 MacKenzie era solita accompagnare i quattro figli a scuola, e poi Jeff al lavoro, con un vecchio minivan Honda. Solo dopo aver fatto colazione tutti insieme. Per questo, ad Amazon, le riunioni non vengono mai fissate la mattina presto. E quando si tratta di educare i quattro figli, sanno essere abbastanza originali. Amano, infatti, che i ragazzi sperimentino «viaggi fuori stagione, esperimenti scientifici, il programma di Matematica di Singapore». Inoltre, a casa Bezos è permesso utilizzare i coltelli dagli otto anni in poi. Il perché è semplice: «Assumersi dei rischi ed essere autosufficienti insegna a essere intraprendenti, una caratteristica fondamentale sia nella vita, sia negli affari», sostiene il fondatore di Amazon. Lei è d’accordo: «Mia moglie preferirebbe avere un bambino con nove dita, piuttosto che un bambino privo di risorse», ha dichiarato lui, scherzando, durante un recente panel a Los Angeles.

E anche se non mancano le contraddizioni (Bezos litiga spesso con i sindacati, la Commissione europea lo accusa di non pagare il dovuto al fisco), negli ultimi anni è cresciuto anche l’impegno benefico della coppia.Certo è ancora lontano da quello dei coniugi Gates, ma nel 2012 Jeff e MacKenzie hanno donato 2 milioni e mezzo di dollari alla Washington United for Marriage per sostenere la legalizzazione delle unioni omosessuali negli Stati Uniti. E nel 2014, lei ha fondato la Bystander Revolution, associazione che si occupa di difendere le vittime e prevenire il bullismo. Il meglio, del resto, deve ancora venire.

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