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Tuesday, October 15th, 2019

Macron fa davvero i suoi interessi sul caso Fincantieri?

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by July 31, 2017 General
Emmanuel Macron
Emmanuel Macron, candidato alle presidenziali francesi (foto: OFFICIAL LEWEB PHOTOS)


Emmanuel Macron fa solo gli interessi della Francia.
Del presidente francese dicono la stessa cosa, il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ma la pensano in modo diametralmente opposto. Il nodo del contendere è il braccio di ferro tra Italia e Franciasull’acquisizione da parte di Fincantieridel 66,66% della società di cantieristica Stx France.

Settimana scorsa il governo d’Oltralpe si è messo di traverso all’operazione, che reputa troppo sbilanciata a favore dell’Italia, e ha nazionalizzato i cantieri navali ad interim, in attesa di trovare una soluzione che aggradi più il nuovo inquilino dell’Eliseo. Roma non ha digerito la manovra improvvisa. Dopo una lunga trattativa e il placet del tribunale di Seul, dove ha sede la casa madre di Stx, Parigi ha fatto saltare il banco. Domani a Roma il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, cercherà la mediazione con i colleghi italiani al Tesoro e allo Sviluppo economico, ossia Pier Carlo Padoan e lo stesso Calenda.

Nessuno dei due ha nascosto l’irritazione per il comportamento dell’esecutivo francese.

Ospite alla manifestazione Capalbio Libri, Calenda ha ribadito la linea dura: “Vogliamo la maggioranza nell’alleanza Fincantieri-Stx”. Per il ministro, Macron “non è un campione di apertura. Fa solo gli interessi della Francia. E non è comunque un gioco di infanzia dove mostriamo i muscoli. Non volete gli italiani al 51%? Gli italiani non vengono per meno dei coreani”.

Carlo Calenda

In contemporanea, al Festival della Versiliana a Marina di Pietrasanta, Renzi ha usato le stesse parole di Calenda, ma in senso contrario, per giustificare l’intervento francese. “Ciò che sta facendo Macron era previsto e prevedibile: sta facendo l’interesse del suo Paese”, è il messaggio del segretario del Pd, azionista di maggioranza del governo. “Non dirò nessuna parola contro il presidente della Francia che stimo politicamente e come statista”, ha aggiunto Renzi, che ha cercato di clonare lo spirito di En Marche nel movimento In camminodurante la sua corsa alla segreteria del Pd, ma senza successo.

Macron fa davvero gli interessi della Francia? L’industria navale è stato definito un settore “strategico” dell’economia nazionale e per questo il governo ha esercitato il diritto di prelazione nell’acquisto, sorpassando Fincantieri. La compagnia italiana, controllata dallo Stato, ha sempre dichiarato che l’acquisizione avrebbe permesso di creare un polo europeo della cantieristica navale con un portafoglio ordini da 36 miliardi di euro. Fincantieri-Stx potrebbe fare da contrappeso ai giganti orientali di Giappone, Cina e Corea del Sud.

Secondo una recente indagine della società irlandese di ricerche di mercato Research & Market, l’anno scorso la Cina, che ha ordinato il 65,2% delle navi prenotate nel 2016, ha visto calare l’attività dei propri cantieri. Il completamento di nuove imbarcazioni è calato del 15,6% in un anno e i volumi degli ordini sono scesi del 32,6%.

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 30-04-2017 Roma Politica Nazareno. Elezioni primarie del Partito Democratico Nella foto Matteo Renzi Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 30-04-2017 Roma (Italy) Nazareno. Primary elections of the Democratic Party In the pic Matteo Renzi
Matteo Renzi (La presse)

Nonostante il governo di Pechino si sia posto l’obiettivo di costruire la maggioranza delle proprie navi nei cantieri del Paese di Mezzo, per i ricercatori “ci sarà ampio spazio di sviluppo nell’industria cantieristica navale cinese nei prossimi anni e gli investitori globali dovranno porvi attenzione”. Nonostante il gigante asiatico possa contare su prezzi più competitivi dei concorrenti vicini e lontani, la domanda crescerà a una tale velocità che i solo cantieri cinesi non riusciranno a stare dietro agli ordini. Per entrare, però, bisogna dimostrare di avere un peso specifico sufficiente.

Il Castrol Maritime Trend Barometer (ultima edizione nel 2015) inserisce l’Italia tra le dieci nazioni al mondo per commercio di pezzi di navi, con un giro d’affari di 4,9 miliardi di dollari, lontani dai 33,7 miliardi di Singapore (prima classificata). Nell’elenco rientrano Germania, Norvegia, Regno Unito e Olanda, ma non la Francia. Il Belpaese è anche presente tra i principali esportatori e importatori a livello globale.

Il direttore operativo di Castrol, Mandhir Singh, ha indicato nell’area del Pacifico l’epicentro della futura industria navale e ha ammonito nazioni che hanno una tradizione nella cantieristica navale, come Germania e Regno Unito, ad alzare il livello se vogliono competere ad armi pari. In un’intervista al Corriere della Sera sul caso Fincantieri, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani osserva che “non possiamo che ragionare con dimensioni europee, altrimenti saremo marginali”.

Emmanuel Macron sta facendo sì gli interessi della Francia, ma non è scontato che la sua linea protezionistica alla lunga dia i risultati sperati. Al contrario, i dati indicano che in una competizione globale conviene lavorare per aggregazioni e sia l’Europa sia la Francia sono sprovviste di un campione in grado di partecipare all’agone.

Il primo inquilino dell’Eliseo vuole annacquare il peso di Fincantieri per ridimensionare l’influenza del ministero italiano dell’Economia, che attraverso Cassa depositi e prestiti e Fintecna vigila sulla compagnia, e avocare a Parigi le decisioni di indirizzo politico-economico. Per la società finanziaria Kepler Cheuvreux, l’idea di un “Airbus dei mari”, come l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha ribattezzato l’alleanza con Stx, renderebbe l’Europa più competitiva anche nei mercati extra-comunitari. E Fincantieri ha già individuato una strada per fare affari fuori dal continente, alleandosi con la China State Shipbuilding Corporation per la costruzioni di navi da crociera. E la compagnia italiana, nonostante tra il 2013 e il 2016 abbia perso quote di mercato, detiene un 38% degli ordini di navi a livello mondiale, più del doppio di Stx.

Domani l’incontro con il ministro Le Maire svelerà meglio le carte che Parigi vuole giocare. Roma, però, ha un asso che non ha ancora scoperto. È la famiglia sorrentina Aponte, proprietaria della compagnia di navigazione Msc. Macron ha pensato al gruppo di logistica e crociere per ridistribuire l’azionariato di Stx. Anche per il governo italiano, però, Msc potrebbe rappresentare un alleato.

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