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Wednesday, October 16th, 2019

Monica Pirovano, la lady dell'acciaio che corre le maratone

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by December 11, 2016 General

La fabbrica dell’acciaio è la sua casa. Tra le nevi di Aosta Monica Pirovano, 52 anni, milanese, ragioniera laureata alla Bocconi in Economia e commercio, vive e lavora. Dal 2001 è amministratore delegato della Cogne acciai speciali, marchio storico italiano della produzione di acciaio inossidabile che quest’anno celebra il centenario. Un incarico che assolve con passo da maratoneta. Sport che peraltro ama moltissimo e pratica ogni volta che può nel tempo libero.

Intanto guida un’azienda di mille persone, con 438 milioni di euro di fatturato. La Cas, Cogne acciai speciali, società per azioni di proprietà del gruppo svizzero Marzorati, è stata la prima azienda siderurgica italiana a essere privatizzata. Nel dicembre del 1993, quando era a rischio chiusura, la famiglia di imprenditori che ne era cliente l’ha acquistata dallo Stato, disegnandone il rilancio.

L’acciaieria di Aosta era nata nel 1916 nella piana allora ricca di minerale di ferro, di carbone a La Thuile e dotata di centrali idroelettriche. Sulla scena della prima guerra mondiale, nello stabilimento via Paravera, nella periferia sud della città, si costruivano le bocche da fuoco, i cannoni. Più tardi l’azienda sarebbe entrata nell’orbita del gruppo nazionale Egam per poi passare sotto le insegne di Iri-Finsider, prendendo il nome prima di Delta Sider e poi di Ilva. Negli anni d’oro, quelli delle Partecipazioni statali, in fabbrica lavoravano 10mila persone.

La Cas produce oggi 162 mila tonnellate di acciaio finito all’anno, nella forma di prodotti lunghi, barre e vergelle, adoperati nei settori dell’automotive, per le valvole dei motori e nella meccanica in genere, nel food, dai coltelli ai manici delle pentole, nelle turbine degli impianti elettrici. I suoi mercati di destinazione sono Stati Uniti, Brasile, Inghilterra, Francia, Germania, Corea, Cina, Hong Kong, Singapore e Messico.

La carriera di Monica Pirovano, prima donna ad aver assunto questa carica nell’azienda valdostana, è partita dagli uffici dell’amministrazione dove si occupava di fisco e finanza per poi passare alle risorse umane. “Fin dall’inizio – racconta la manager – ho scelto di lavorare in una realtà produttiva, non riuscivo a immaginarmi in un’azienda di servizi. Sono una persona molto determinata. Mia madre dice che ho preso molto da mio nonno, Mario Capobianco, nato a Napoli, generale dell’esercito. Grazie a questo carattere sono riuscita a farmi largo nel mondo siderurgico, così prettamente maschile. In principio sei su un gradino più basso, inutile negarlo, e devi dimostrare di essere capace ma, fatto questo, i rapporti con i colleghi maschi sono più facili”. In azienda, la presenza totale delle donne è del 10 per cento, c’è una Cfo nella squadra dei dirigenti e una sola operaia in produzione, l’ultima rimasta. Una volta ce n’erano tante, poi man mano sono andate via. Nonostante questa esigua rappresentanza femminile, Monica Pirovano vorrebbe aprire un asilo nido aziendale “perché quasi tutte hanno figli – spiega -, purtroppo la città di Aosta finora non ci ha dato nessun aiuto, e mentre si decide qualcosa quei bambini saranno cresciuti”. 

La Cogne acciai speciali, di cui è presidente l’ingegner Giovanni Marzorati, 83 anni, ha vissuto una ristrutturazione che ha cambiato il volto e il layout degli impianti industriali, ha ampliato gli spazi commerciali, per cui oltre a vendere ai grossisti è entrata nel mercato degli utilizzatori finali. La strategia di restyling però è passata anche per una stagione di lacrime e sangue che ha portato a tagli e riduzione di organici, con la conseguenza che in vent’anni i 2500 dipendenti, molti dei quali passando per cassa integrazione e mobilità, sono diventati mille.

Non che qualche volta sia stato facile, anzi. “Abbiamo avuto anni durissimi – racconta la manager -: nel 2009 la crisi ha picchiato duro e poi anche nel 2012. Abbiamo reagito, sfoltito, ricreato, modificato, il nostro è un campo molto competitivo. Nel 2014 eravamo nel settore oil&gas e c’è stato il precipizio del petrolio. I nostri clienti hanno bloccato sia investimenti che manutenzioni. Ma dovunque ci saranno segnali di ripresa, noi ci saremo”. I fatturati di un’acciaieria sono legati all’andamento del prezzo del nichel, la componente principale del prodotto. “Ogni giorno è una battaglia – spiega Monica Pirovano -. Nel 2007 per esempio, in base a questa dinamica, abbiamo chiuso con 900 milioni di euro. Ora ci siamo riassestati, ma tranquilli non si sta mai. La mia fortuna è essere una persona positiva, anche nei momenti peggiori cerco di vedere la luce in fondo al tunnel, e questo coraggio fa bene anche agli altri”.

Un impegno che non trascura i temi ambientali. L’altoforno della fabbrica valdostana è stato chiuso negli anni Ottanta e al suo posto è stato installato un forno elettrico che si nutre di rottame di acciaio inossidabile acquistato per lo più in Italia, il paese che assieme alla Germania ne produce di più in Europa. “Siamo molto attenti – puntualizza l’amministratore delegato – al controllo di aria, acqua, sottosuolo, ogni anno investiamo fino a tre milioni di euro per proteggere la salute dei nostri lavoratori e degli abitanti di Aosta”. C’è poi la sua attività nell’associazione di categoria. Per due mandati Monica Pirovano è stata presidente della Confindustria della Valle d’Aosta, dall’anno scorso è past president ma resta delegata in Federmeccanica.

Quando ha tempo viene fuori l’atleta che è in lei. “Adoro la corsa, ho fatte molte maratone, una persino in Namibia, mi piace lo sci di fondo e passeggiare in montagna”. Tocca un tasto molto privato: “Non ho mai pensato di avere dei figli, con il lavoro che faccio non mi sembrava una grande scelta. Sono stata anche sposata. Nel week end mi sposto, ho amici un po’ ovunque. Da buongustaia sono sempre alla ricerca di cibi particolari. Ho fatto il corso da sommelier perché mi piace gustare il vino”.

Viaggiare è un’altra passione, “mi capita spesso, per il lavoro e nel tempo libero. Non mi tiro mai indietro, ma torno sempre volentieri ad Aosta, in questa piccola città di 40 mila abitanti si vive bene. L’Australia mi è proibita per questioni di tempo. Intanto mi sono innamorata della costiera amalfitana, uno dei miei posti del cuore, ho preso casa a Vietri sul mare, Ci vado sempre, la gente è favolosa ti accoglie in modo spettacolare”. Da manager che non si accontenta ha sempre un obiettivo da raggiungere. Ora, con acciai da costruzione di media e alta lega, la Cogne acciai speciali punta all’aerospace. “Un percorso difficile – chiarisce l’ad –  che passa per le certificazioni da parte delle società dei fornitori. A metà del 2017 dovrebbe essere tutto realizzato e una volta entrati nel settore dovremmo starci con una relativa tranquillità”. 

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