Skip to Content

Saturday, December 14th, 2019

Non più solo acqua, Ferrarelle rilancia con il cioccolato Amedei

Closed
by August 31, 2017 General

Le bollicine restano l’attività principale ma l’acquisizione della cioccolateria toscana Amedei è solo l’inizio. Ferrarelle ha dato il via alla campagna acquisti. All’inizio del mese si è presa l’azienda di cioccolateria finita nel 2015 al fondo asiatico Octopus e l’ha riportata in territorio italiano. Un’operazione piccola a livello finanziario (circa 3 milioni di euro il fatturato, di certo non più alto il valore dell’operazione) ma significativa. Perché è chiaro che Carlo Pontecorvo, il napoletano poliedrico presidente e amministratore delegato del gruppo Ferrarelle, punta a diversificare lo storico marchio del made in italy scippato da lui stesso al gruppo Danone ormai dodici anni fa.

«L’acqua – puntualizza l’imprenditore – resta il nostro core business ma abbiamo ormai la serenità e le risorse giuste per poter guardare a una crescita attraverso acquisizione esterne anche maggiori di Amedei». E così quest’estate Pontecorvo a Pontedera, sede dello storico marchio di cioccolato, si è messo a studiare diversi dossier sulla scrivania. Non solo i conti di Amedei ma anche le possibili future acquisizioni. Nomi allo studio ovviamente non se ne fanno ma il prossimo obbiettivo di Ferrarelle potrebbe essere un marchio del settore «beverage». Ancora bevande dunque e non ci sarebbe da stupirsi se fossero ancora acque visto che il mercato delle minerali ha registrato nei primi sei mesi dell’anno un incremento dell’8,7% dei volumi prodotti. Pontecorvo però subisce il fascino dei marchi storici, come dimostra la sua storia imprenditoriale. Per questo non si può escludere neanche il «food» come dimostra proprio l’operazione Amedei: Ferrarelle ha acquisito il 99% dal fondo con base a Singapore e da Cecilia Tessieri, maitre chocolatier e fondatrice dell’azienda toscana. Una realtà piccola ma con potenzialità che Pontecorvo vuole sfruttare a pieno. Come? Innanzitutto con le sinergie delle acque nel segmento «horeca», ossia il settore alberghiero e ristorazione-caffè. Dove si vende Ferrarelle (ma anche Vitasnella, Fonte Essenziale, Boario, Natia e Santagata tutti dello stesso gruppo), si può vendere anche Amedei. Ma non solo. In un mese Pontecorvo si è studiato i conti (in sofferenza) della cioccolateria che punta a rilanciare già a partire dall’autunno.

«Da quando abbiamo fatto l’operazione – spiega – non è trascorso neanche un mese ma è un tempo sufficiente per trovare conferma di aver acquisito una realtà piccola, sofferente ma con un marchio bello e di prestigio. Stiamo per entrare nel periodo di alta stagionalità del cioccolato e vorremmo dare già da subito un segnale di inversione di tendenza, lavorando a un piano di rilancio del brand a breve termine e a un piano strategico a lungo termine». Si punta a rinforzare le vendite e valorizzare la filiera. Amedei infatti è considerato un prodotto di nicchia, conosciuto soprattutto all’estero grazie al suo 40% di export. Pontecorvo invece vorrebbe valorizzarlo sul mercato italiano. «Il fatturato è andato decrescendo in maniera significativa negli ultimi tempi – aggiunge – il primo obiettivo sarebbe tornare all’utile ma soprattutto creare valore».

Le risorse per investire non mancano: Ferrarelle ha chiuso il bilancio 2016 con un fatturato netto di circa 137 milioni, +6% sul 2015. Cresciuto anche l’Ebitda a 17,2 milioni, circa il 3% in più rispetto ai 16,6 milioni dell’esercizio precedente. L’imprenditore napoletano è inoltre proprietario dell’azienda agricola Masseria delle Sorgenti, nel Parco delle fonti di Riardo. Con 160 ettari divisi tra olio Dop, apicultura e legumi. Ora è arrivato il cioccolato (con tutta la sua stagionalità) ma da un ex medico specialista in chirurgia generale, ci si può aspettare di tutto.

Previous
Next