Skip to Content

Monday, December 16th, 2019

Piazza Affari chiude positiva (+0,7%). A Jackson Hole, Yellen si terrà aperte tutte le porte

Closed
by August 24, 2016 General

24/08/2016 17.57.34

MILANO – Dopo la corsa della vigilia, i listini europei aprono deboli ma riescono a rafforzarsi fino a chiudere in positivo: Milano termina la giornata in rialzo dello 0,68%, con le banche che prolungano il buon momento di ieri. Unicredit è sempre la regina del listino, in vista di una possibile cessione di una quota della controllata polacca Pekao, che potrebbe alleggerire le necessità di aumento di capitale. Bene di nuovo Mediaset, all’indomani della richiesta di danni da parte di Fininvest verso Vivendi, che porta la battaglia legale tra Berlusconi e Bolloré oltre 2 miliardi di euro. Da sottolineare anche la performance di Leonardo-Finmeccanica, che beneficia della speculazione su un possibile matrimonio con Airbus. Miste le altre Borse europee: Londra stona perdendo lo 0,48%, mentre Francoforte avanza dello 0,28% e Parigi dello 0,32% dopo una partenza negativa.

Lievi cali a Wall Street: alla chiusura delle Piazze nel Vecchio continente l’indice Dow Jones e lo S&P500 scendono dello 0,2%, il Nasdaq lima lo 0,1%. Gli investitori registrano la crescita delle possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già nel 2016, salite martedì dal 51 al 55 per cento in vista della riunione di dicembre, mentre il petrolio torna a indebolirsi sotto 48 dollari al barile. “L’incertezza sulle prossime mosse della Fed pesa soprattutto sui mercati emergenti, che potrebbero essere colpiti da un’eventuale stretta monetaria”, spiega a Bloomberg Stephen Innes, trader sul valutario da Singapore.

Si avvicina intanto il giorno (venerdì 26 agosto) del discorso di Janet Yellen, presidente della Fed, al simposio annuale dei banchieri centrali di Jackson Hole. Gli indizi arrivati dai dati macro americani sono ancora misti: ieri sono cresciute le vendite di case nuove, ma la manifattura ha rallentato. Segnali contrastanti che complicano le scelte di Washington. Secondo gli osservatori, Yellen – che a differenza del predecessore Ben Bernanke è stata più parca di indicazioni nei suoi discorsi pubblici, dovrebbe mantenersi aperta la porta per un possibile rialzo già a settembre, senza però prendere alcun impegno concreto a farlo. Anche perché nel mentre sia la Bce che la Banca centrale del Giappone dovranno riunirsi per valutare le rispettive situazioni e si aspettano nuove misure di sostegno all’economia (Mario Draghi non parteciperà al summit nel Wyoming). Luke Bartholomew di Aberdeen riflette piuttosto sulle sfide di lungo periodo che si pongono per le Banche centrali, che saranno oggetto del Simposio e che ruotano attorno al tema della “stagnazione secolare” e agli strumenti per affrontarla, a cominciare dal ridare un ruolo centrale alle politiche fiscali che sono state a lungo soverchiate da quelle monetarie.
Notizie poco incoraggianti, per la ripresa economica del Vecchio continente, sono arrivate dalla Germania, dove è stata confermata la frenata del secondo trimestre dell’anno con il Pil in crescita dello 0,4%, rispetto allo 0,7% dei primi tre mesi. Da segnalare poi un avanzo record di 18,5 miliardi di euro, pari all’1,2% del Pil, nel primo semestre di quest’anno. Negli Usa, l’indice Fhfa relativo a giugno che misura il prezzo delle case negli Usa è salito dello 0,2% mensile, stabile rispetto a maggio. Sotto le aspettative invece il -3,2% delle vendite di case esistenti a luglio. Il cambio euro-dollaro è in calo, con la moneta del Vecchio continente che scambia a 1,125 biglietti verdi nella parte finale della giornata. Andamento piatto per lo spread tra Btp e Bund decennale, poco sopra 120 punti base. Continuano però gli acquisti sui bond governativi dell’area euro. Il Btp mostra un rendimento in calo sotto l’1,13% mentre il Bund presenta un rendimento a -0,095%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha recuperato le perdite della vigilia terminando la seduta con un progresso dello 0,61% a 16.597 punti. Seduta poco mossa alla Borsa di Shanghai con l’indice principale che al termine delle contrattazioni mostra una flessione dello 0,14% a 3.085 punti.

Oggi il petrolio prosegue la flessione messa in evidenzia in Asia. Per gli analisti di Goldman Sachs, si tratta di prese di beneficio dopo la crescita dei prezzi di agosto, che sarebbe andata addirittura al di sopra delle aspettative. E’ già finito l’effetto dato ieri da voci secondo cui l’Iran parteciperà il mese prossimo alla riunione informale dell’Opec in Algeria per discutere di un congelamento della produzione. Non giovano infine i dati sulle scorte Usa: nella settimana conclusa il 19 agosto sono aumentate a sorpresa di 2,501 milioni di unità a 523,594 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 200.000 barili. Le quotazioni del greggio estendono dunque le perdite: il light crude Wti cede 1,12 dollari a 46,98 dollari al barile sui circuiti di New York. Il Brent di Londra scende di 75 cent a 49,21 dollari al barile. L’oro spot è debole alla chiusura dei mercati europei: -0,7% a 1.327 dollari l’oncia.

Previous
Next