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Tuesday, August 20th, 2019

Raggi, c’è l’assessore al Bilancio: Arriva Mazzillo Corriere della Sera

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by September 30, 2016 General

La nomina del nuovo assessore al Bilancio – la casella più difficile da riempire per la giunta a Cinquestelle – è arrivata intorno alle 15 di venerdì 30 settembre. Ad annunciarlo, quando il nome del papabile aveva già iniziato a circolare, è stata la sindaca Virginia Raggi. «Abbiamo davanti delle sfide importanti e il contributo di Andrea Mazzillo sarà prezioso vista la sua esperienza in finanza locale – le parole della prima cittadina -. Ho chiesto a Mazzillo, uno di noi, di ricoprire l’incarico in giunta non solo per le sue competenze ma anche per affermare che il Movimento mette in campo i suoi più qualificati militanti». Poco dopo è stato ufficializzato anche l’incarico di Massimo Colomban, alla guida delle Partecipate. «La sua esperienza ci sarà utile per realizzare il nostro programma – ha commentato la prima cittadina – . L’obiettivo è mettere ordine nella giungla delle municipalizzate, ottimizzare i servizi ai cittadini ed eliminare gli sprechi».

La giunta Raggi tra annunci e ripensamenti Chi entra e chi esce dal Campidoglio

Il neo assessore: «Presto il programma»

Consapevole della sfida, «complessa ma alla nostra portata», Colomban si è detto pronto a ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato «con la determinazione necessaria». «Sono a disposizione dell’amministrazione – sono state invece le prime parole di Mazzillo, che era già capo staff della sindaca – . Quanto prima presenterò un programma per il prossimo trimestre, condiviso con consiglieri comunali, Municipi e commissione capitolina competente. Sono settimane che lavoriamo insieme anche con gli uffici della Ragioneria. Posso anticipare che si sta già provvedendo all’assestamento tecnico di bilancio, rintracciando tutte le necessarie economie. Parallelamente comincerà subito il lavoro che porterà alla redazione del prossimo bilancio di previsione».

Polverini: «La scelta della disperazione»

Tra le prime reazioni alla notizia della nomina di Mazzillo, il tweet postato sul suo profilo dall’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: «Dopo nomi roboanti per il Bilancio Virginia Raggi sceglie Mazzillo: la mossa della disperazione».

Attacchi dal Pd

Stoccate anche dai dem: «Pd ed Equitalia: le bestie nere di Grillo e dei 5 Stelle, ma evidentemente è quello che serve per diventare assessore della Raggi», ha dichiarato in una nota il deputato del Pd, Marco Miccoli. Caustico anche il senatore Stefano Esposito, ex assessore ai Trasporti nella giunta Marino: «Dopo una telenovela durata un mese e gli sviluppi preoccupanti della vicenda Muraro, la Raggi è stata costretta a pescare nel suo staff un ex Pd, ex Udc, ex amico di Alessandro Onorato della Lista Marchini».

I malumori nella base Cinquestelle

Scorrendo i commenti al post sul blog di Beppe Grillo – il garante dei Cinquestelle si è congratulato con i neo assessori e ha ribadito il suo appoggio alla sindaca – qualche malumore si è registrato anche nella base del Movimento. Con messaggi del tipo: «Andare a pescare un “ex Pd, candidato nella lista civica per Veltroni” la dice tutta! Auguri!!!!». E ancora: «La via dell’uniformità con i vecchi partiti e i loro uomini è ormai tracciata. Ma è mai possibile che nemmeno noi 5stelle riusciamo a mantenere le regole scelte per i nostri rappresentanti? Propongo consigliere a Roma anche D’Alema che conosce a fondo questo mestiere. Io mi vergogno, voi?». Tra gli attivisti, però, anche molti sostenitori. Schierati con il leader e pronti a rinnovare la propria fiducia alla prima cittadina.

© Fornito da Corriere della Sera

Virginia Raggi sul tetto del Campidoglio, le foto su Twitter

Il balletto delle nomine tra revoche e dimissioni

L’annuncio è arrivato al termine di un percorso a ostacoli, costellato di rinunce e marce indietro. Il primo a ricoprire l’incarico di assessore al Bilancio è stato il dirigente Consob Marcello Minenna, voluto con forza dal vice presidente della Camera, Luigi Di Maio. Ma, a 70 giorni dall’insediamento dell’esecutivo grillino, sono arrivate le sue dimissioni. In concomitanza con quelle del capo di gabinetto, il magistrato Carla Raineri. Al suo posto è stato designato Raffaele De Dominicis, ex procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio: rimosso a tempo di record, dopo appena quattro giorni, quando si è scoperto che era indagato per abuso d’ufficio. Scaricato dalla sindaca con un post su Facebook se non fosse che la nomina, formalmente, è stata cassata solo pochi giorni fa. Da qui, l’ironia sull’assessore «fantasma». Mentre il Movimento 5 Stelle continuava a esaminare curricula in gran segreto, la saga sembrava essersi conclusa con il pressing su Salvatore Tutino, consigliere della Corte dei Conti. Figura non amata da alcuni parlamentari del M5S, in primis Alessandro Di Battista, che lo avevano additato come esponente della «casta» (nel mirino il suo stipendio, stralciato dai tagli introdotti nella legge di stabilità approvata dal governo Letta nel 2013). Ed è forse proprio per le polemiche e le frizioni con la fronda massimalista dei Cinquestelle che, alla fine, è stato lui stesso a tirarsi indietro: «Mi hanno messo sulla graticola», il suo sfogo prima di rendere pubblica l’uscita di scena. Tutto azzerato, dunque. Con la sindaca sempre più in difficoltà, mentre i Municipi mostravano il «conto» dello stallo: milioni di euro che, senza l’approvazione dell’assestamento di bilancio, rischiano di paralizzare servizi sociali, cura del verde, manutenzione stradale. Il responsabile del Bilancio, non senza fatica, alla fine è arrivato. A cento giorni dall’avvio della consiliatura a guida pentastellata.

Campidoglio, la difficile caccia all’assessore al Bilancio

Il commercialista ex dem

Mazzillo è un commercialista esperto di finanza locale, dipendente in aspettativa di Equitalia e docente nell’università di Tor Vergata. Durante la campagna elettorale è stato il «mandatario» di Raggi, ovvero si è occupato della raccolta fondi tramite bonifico, carta di credito o pay-pal. Nella scorsa consiliatura è stato chiamato come esperto di valutazioni economiche all’interno della commissione capitolina Spending review, presieduta da Daniele Frongia, ed è stato coordinatore del tavolo cittadino sul Bilancio attivato dal gruppo consiliare M5s. Prima di militare nel Movimento 5 Stelle, è stato candidato alle primarie per la segreteria regionale del Pd per la lista «Con Veltroni, ambiente, innovazione, lavoro per Zingaretti» nell’allora XIII Municipio (Ostia). Fino al 2007 è stato vicino ad Alessandro Onorato, poi diventato coordinatore del movimento di Alfio Marchini.

L’imprenditore che si è fatto da sé

Massimo Colomban è un imprenditore trevigiano che opera nel settore elle architetture monumentali e che era vicino a Gianroberto Casaleggio anche per il ruolo ricoperto nella Confapri, che ha da sempre offerto una tribuna ai leader e agli eletti del Movimento 5 Stelle organizzando convegni e dibatti. E appunto sul sito dell’associazione si trova una biografia di Colomban, che ha fondato nel 1973, a 23 anni, il gruppo Permasteelisa, partendo da sei collaboratori e trasformandolo, in meno di 20 anni, nel primo gruppo al mondo negli involucri delle architetture monumentali. Già nel 2002 infatti il gruppo aveva un fatturato annuo di un miliardo di euro, 5 mila dipendenti, 40 società in 25 Stati di quattro continenti e «mai un licenziamento o un giorno di sciopero».

Tutte le poltrone di Colomban

Dopo averlo quotato sia a Singapore che a Milano, Colomban ha lasciato il timone del gruppo a 83 manager ai quali ha donato in stock option e azioni il 40% della holding. «Ritornato in Italia con i propri capitali prodotti al 98% all’estero come imprenditore emigrante – si legge sul sito Confapri – Colomban acquista e restaura CastelBrando. Sviluppa una serie di iniziative immobiliari di pregio e sostiene i giovani imprenditori nella creazione di start up. Oggi è azionista e nel consiglio di amministrazione di diverse società innovative italiane». Colomban è inoltre console onorario in Veneto dell’Australia; è nel comitato mondiale dell’Usaf in Scott-IL, è stato comandante onorario di Aviano Usaf, nel board della Harvard University e docente al Politecnico Leonardo di Milano, oltre a tenere lezioni al Mit, ad Harvard e in molte altre università italiane e internazionali.

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