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Saturday, December 14th, 2019

Silca mette in moto nove auto su dieci

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by November 17, 2016 General

VITTORIO VENETO. La Silca di Vittorio Veneto metterà in moto nove automobili su dieci, nel mondo. Dallo stabilimento di via Podgora escono ogni anno 210 milioni di chiavi che si infilano, tra gli altri, nei cruscotti Ford, Mercedes, Audi, Volskwagen. Oggi, con l’ultima commessa ricevuta dal colosso tedesco Daimler (Gruppo Mercedes, ordine da oltre 10 milioni di euro), Silca detiene l’85 per cento del mercato mondiale delle chiavi per automobili, e l’incontro di ieri con Riet Cadonau, Ceo del Dormakaba Group (cui appartiene il marchio Silca), è stato l’occasione per lanciare la nuova sfida al mercato internazionale: crescere ancora, per arrivare a toccare quota 90 per cento.Ieri la visita in Silca del super manager svizzero, alla presenza dei sindaci di Conegliano (Floriano Zambon) e Vittorio Veneto (Roberto Tonon), e di tutti i dirigenti Silca, ha permesso all’azienda di tracciare il bilancio degli ultimi dodici mesi, segnati da un avvenimento storico: la fusione di due colossi del mondo delle chiavi e dei sistemi di sicurezza, Dorma e Kaba, di cui Silca faceva parte da prima. Fusione che ha fatto decollare il gruppo: «Siamo diventati il primo player mondiale nel mercato dei sistemi delle aperture di sistemi di protezione, come casseforti e bancomat», ha annunciato Caonadu, «il mercato ha assorbito molto bene la fusione, e negli ultimi 12 mesi abbiamo vinto quattro gare per portare i nostri prodotti in Australia, Olanda, Austria e Singapore». In questo panorama, la vittoriese Silca produce ogni anno 2,8 milioni dei 700 milioni di chiavi prodotte dal gruppo (più dei Ferrero Rocher, hanno fatto notare i manager). Al di là dei numeri vincenti della fusione, e al netto dei momenti “di gala” della mattinata vittoriese di ieri (visita dell’azienda con il Ceo svizzero, pranzo con i dirigenti locali, foto e strette di mano), Silca deve però pensare al futuro. Ad oggi, alcuni punti fermi: lo stabilimento di Vittorio si ingrandirà al suo interno riutilizzando alcuni spazi vuoti (quindi senza bisogno di nuove costruzioni) e nei prossimi anni sono previste nuove assunzioni. Il gruppo non sarà quotato in altre borse (oggi lo è soltanto sul mercato svizzero) ma proseguirà con la politica delle acquisizioni, una costante che ha portato solo una settimana fa a fare “shopping” di un’azienda americana con un fatturato di 70 milioni di dollari (quello del gruppo, che conta 16 mila dipendenti, è 1,9 miliardi di euro, 70 milioni dei quali da Silca).«Abbiamo i mezzi per nuove acquisizioni, anche se non possiamo dire se in Italia o altrove», ha annunciato ieri il Ceo Riet Cadonau, «ci siamo fermati un anno dopo la grande fusione tra Dorma e Kaba, per vedere come avrebbe reagito il mercato, ma serviranno sempre di più aziende globali e solide, di grandi dimensioni. Noi lo siamo: negli Stati Uniti ci sono 76 mila camere d’albergo che si aprono con il sistema digitale inventato da noi». E, aggiungiamo, in pratica chiunque stia leggendo questo articolo ha in tasca una chiave di automobile prodotta nello stabilimento di Silca a Vittorio.Con queste premesse fari puntati anche sul futuro dell’azienda vittoriese: crescerà ancora? «Ogni anno riserviamo il 5 per cento del fatturato all’innovazione, e sulla sede sono previsti investimenti importanti»,spiega l’amministratore delegato di Silca Stefano Zocca, «crescendo avremo bisogno anche di nuove figure professionali. Negli anni c’è stato un ricambio generazionale, siamo andati alla ricerca di persone con competenze nuove, per esempio sviluppatori di software».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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