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Sunday, September 22nd, 2019

Tennis, le pagelle del 2017: Da Federer a Radwanska

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by December 31, 2017 General


La restaurazione di Federer e Nadal. Il ritorno a grandissimi livelli di Venus Williams. La consacrazione di Dimitrov e Wozniacki. I primi trionfi pensanti di Zverev. I k.o di Murray e Djokovic e Radwanska che non raccoglie niente anche quando la Wta dispensa qualcosa di importante a tutte. Le pagelle del 2017 tennistico.

Voto 10: Roger Federer

Più di Nadal e più dell’età. Numero due solo per il ranking, l’annata dello svizzero ha quasi del clamoroso dopo lo stop di sei mesi del 2016. Un bilancio di 52-5 tra vittorie e sconfitte – che si traduce nel 92,5% di match vinti – che lo ha portato a vincere Australian Open, Wimbledon e tre Master 1000 (Indian Wells, Miami e Shanghai). Il tutto con la ciliegina ancora più incredibile di aver trovato la soluzione all’enigma Nadal che durava da tutta una carriera. 4-0 i testa a testa a favore di Federer. Divino, o più semplicemente Federer.

Voto 9: Rafael Nadal

Un punto in meno dello svizzero proprio per questi testa a testa a sfavore e per la sensazione di non avere più quella superiorità psicologica sul rivale. Per il resto l’annata dello spagnolo è clamorosa. Anche per lui si erano aperti scenari di fine carriera al termine del 2016 invece Rafa ha risposto con due Slam (Us Open e la “Decima” al Roland Garros), due Master 1000 (Madrid e Montecarlo), la prima posizione mondiale e un dominio terraiolo che non si vedeva dal magico 2013. A tutto questo va aggiunta la finale agli Australian Open quasi sfiorata (era 3-1 avanti nel quinto set).

Voto 8: Grigor Dimitrov e Caroline Wozniacki

Ci hanno messo una vita ma alla fine sembrano essere arrivati a quello che la loro classe merita. Dimitrov e Wozniacki hanno vissuto una stagione finalmente all’altezza delle aspettative. Il bulgaro dopo un avvio clamoroso con due titoli vinti e la semifinale a Melbourne contro Nadal – persa solo al quinto – ha vissuto un lungo calo in primavera prima di rialzarsi con la prima vittoria Master (a Cincinnati), l’affermazione alle Finals di Londra e un livello di gioco altissimo. Il risultato finale è stata la terza posizione mondiale. Stessa posizione che occupa Caroline Wozniacki grazie alla vittoria più prestigioso della sua carriera, le WTA Finals contro Venus Williams. E pensare che prima di ottobre la danese – ex numero uno del mondo – non aveva ancora vinto un titolo nel 2017 collezionando solo finali perse (ben 6). Poi sono arrivate le affermazioni a Tokyo e a Singapore. Insomma, alla fine la costanza ha pagato.

Voto 7: Alexander Zverev e Venus Williams

Venus Williams a 37 anni ha vissuto un’annata quasi perfetta se non fosse che si è sempre dovuta fermare a un passo dal grande trionfo. Due semifinali Slam e una finale in aggiunta alla finale persa alla Finals. Un 2017 dai grandi risultati che lascia l’amaro in bocca a Venere, che incredibilmente non ha vinto nemmeno un titolo. Grandi titoli che invece hanno iniziato a entrare nella bacheca di Alexander Zverev. Due Master 1000 (Roma e Montreal) per il ventenne tedesco che diventa il primo tennista nato negli anni ’90 a trionfare nei grandi appuntamenti del tennis. Unica pecca di un anno che lo ha visto chiudere al quarto posto della classifica, l’incapacità di incidere negli Slam. Per lui miglior risultato è stato “solo” un ottavo di finale a Wimbledon.

Voto 6: Dominic Thiem

Senza dubbio sarà il prossimo dominatore della terra battuta ma contro questa versione 2017 di Nadal non c’era niente da fare. Il 500 di Rio, la prima finale Master (Madrid) e la seconda semifinale consecutiva al Roland Garros dopo aver demolito la versione sbiadita di Djokovic. Risultato: n. 5 in classifica. Soddisfacente eppure non troppo, sopratutto considerando i risultati sulle altre superfici. Con quel bagaglio tecnico lì ci si aspetta di più.

Voto 5: Maria Sharapova

Non è facile tornare al tennis dopo un anno di stop per doping – con tutte le implicazioni psicologiche che questo può portare – eppure è inutile girarci troppo intorno. In un anno dove ce stato spazio un pò per tutte da Sharapova ci aspettavamo qualcosa in più. Invece la siberiana non è mai stata lontanamente capace di puntare a un grandi risultato, con l’unico vero squillo la vittoria su Halep al primo turno degli Us Open che poi l’ha vista uscire contro la non irresistibile Sevastova.

Voto 4: Novak Djokovic

30-8. Questo è il bilancio stagionale di Nole che, al di là del problema al gomito, ci ha dato la sensazione di averci abbandonato psicologicamente dal Roland Garros 2016. Ha perso contro chiunque. Contro le sorprese (Istomin), le nuove leve (Zverev e Thiem), i vecchi rivali (Nadal) e i giocatori battuti per tutta una carriera (Berdych), portandosi a casa soltanto il 250 di Doha. Lo stop di sei mesi era necessario per rimettere a posto il fisico. Ma sarà servito anche per rimetterlo in sesto mentalmente?

Voto 3: Nick Kyrgios

Prima finale 1000. Vincitore due volte su Djokovic. Super prestazioni contro Federer (Miami) e Nadal (Cincinnati). Eppure sulla stagione di Kyrgios pesa quella sceneggiata di Shanghai contro Johnson che lo ha estromesso definitivamente dalla lotta per le Finals. Senza considerare i troppi alti e bassi che ancora caratterizzano il talento australiano. Ormai abbiamo capito che deciderà lui se e quando esplodere.

Voto 2: Andy Murray

Forse il peggior n. 1 degli ultimi 20 anni. Una beffa per lo scozzese che ha pagato carissimo lo sforzo del 2016 per raggiungere il gradino più alto della classifica per poi ritrovarsi senza forze e con un fisico che gridava “pietà”. Tra problemi fisici ed eliminazioni precoci, i sette mesi di leadership di Murray sono stati quasi un calvario, appena mitigato dal successo nel 500 di Dubai.

Voto 1: Angelique Kerber

Da “l’anno migliore della carriera” al peggiore. Sapevamo che la tedesca non sarebbe stata capace di ripetere il suo magico 2016 ma un crollo verticale di questo genere è stato clamoroso quanto lo era stato il boom di risultati dell’anno passato. Nessun sussulto degno di nota. Nessuna reazione d’orgoglio se non vogliamo considerare i quarti di Wimbledon – comunque persi – contro Muguruza. Semplicemente una n. 1 non n. 1.

Voto 0: Agnieszka Radwanska

In un anno che ha concesso qualcosa un pò a tutte – Stephens che vince il Us Open dopo aver giocato due partite precedentemente – la grande delusione è stata Agnieszka Radwanska. C’è stato spazio per tutte tranne che per la tennista polacco, forse la più talentuosa esponente del movimento femminile della storia a non aver mai vinto un titolo dello Slam.

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