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Wednesday, October 23rd, 2019

Turismo, nel Veneto performance migliori dell’intero Portogallo

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by April 14, 2017 General

TREVISO. Opportunità per chi lo sfrutta guadagnandoci, concorrenza sleale per gli albergatori. Airbnb passa dall’essere una grande minaccia o una risorsa anche sullo stesso tavolo. Per governare questa sfida ieri al Bhr enti e operatori turistici sono stati riuniti dalla trevigiana Twissen, società che ha lo scopo proprio di accompagnare gli operatori del settore a non perdersi le novità tecnologiche e a sfruttarle per crescere, «nonostante il Veneto da solo abbia performance migliore dell’intero Portogallo», hanno spiegato i fondatori di Twissen Francesco Redi e Debora Oliosi. «È necessario distinguere tra chi usa Airbnb correttamente, e invece il mercato “parallelo”, fatto di strutture che non rispettano gli stessi standard a cui sono chiamati gli albergatori», sostiene Tiziano Simionato, vicepresidente di FederTurismo veneto e direttore del Bhr, «Nel primo caso ben venga Airbnb, portare più gente in città è sempre un opportunità; nel secondo invece può rappresentare un problema. È necessario che sia armonizzata la normativa, e che venga chiesto a tutti di rispettare per esempio le norme di sicurezza». Al momento non ci sono dati in grado di dimostrare quanto incida Airbnb a Treviso, e se effettivamente rubi una quota di mercato agli alberghi tradizionali. Quel che è certo è che la sharing economy non può essere ignorata nel settore del turismo. C’è chi, anche utilizzando i giganti del web, ne ha fatto un lavoro. Per Stefano Bettanin, amministratore delegato di Rentopolis Group, che appunto gestisce case e strutture ricettive con locazioni brevi, «Airbnb è un capro espiatorio, ma in realtà è un canale come booking.com, Expedia e molti altri. È fondamentale la lotta all’evasione fiscale e che chi opera nel settore degli affitti brevi lo faccia in maniera professionale e nel pieno rispetto delle normative. Da tempo ci siamo schierati per la necessità di applicare il sostituto d’imposta con prelievo fiscale alla fonte a tutti gli operatori del Vacation rental, ovvero portali on line, intermediari immobiliari e società di gestione ovvero property managers come noi. Quello degli alberghi tradizionali e di Airbnb», conclude Bettanin, «sono due mercati diversi. La domanda che si devono fare i gestori di hotel 2/3 stelle è se hanno mai fatto qualcosa per intercettare i turisti che usano Airbnb». Secondo alcune stime gli affitti in stile Airbnb per il momento pesano appena il 3% del pil prodotto dal turismo in Italia. Ma l’appuntamento di ieri al Bhr serviva anche a capire come sfruttare il digitale per attirare più turisti e per offrire loro migliori servizi.

Un esempio: a Singapore è stato introdotto un “Aura” un robot per il servizio in camera. E poi c’è la partita della digitalizzazione del servizio, rendendo semplice l’acquisito di esperienze e attività insieme alla prenotazione delle camere o dell’appartamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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