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Mipim Uk: operatori ottimisti sul dopo Brexit, ma gli investimenti calano del 60%

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by October 20, 2016 General

La Londra del dopo-Brexit ostenta ottimismo. Gli esperti riuniti per Mipim UK, l’edizione britannica della grande fiera immobiliare, ammettono le difficoltà e le incertezze post referendum, con un calo del 60% degli investimenti dall’inizio dell’anno, ma sono convinti che la Gran Bretagna abbia ancora molto da offrire.

Gli investitori di lungo termine, in particolare, continueranno a investire. Parola di Gic Real Estate, il braccio immobiliare del ricchissimo fondo sovrano di Singapore. «Può darsi che chi investe solo sul breve o medio termine trovi difficile la situazione attuale di incertezza – ha dichiarato oggi Asli Ball, senior vice president di Gic Re – ma per chi, come noi, ha un orizzonte di vent’anni ci sono molte interessanti opportunità di acquisto».

Le prospettive del settore uffici destano qualche preoccupazione, per il timore che molte banche o istituti decidano di trasferirsi in una città dell’Unione Europea, soprattutto se Londra uscirà dal mercato unico come sembra sempre più probabile. Resta però il fatto che la City è difficile da replicare o sostituire, ha sottolineato Ball: «Un centro finanziario della grandezza di Londra non si può creare in un giorno e non si può distruggere in un giorno».
Guy Hands, fondatore e presidente di Terra Firma, una delle più grandi società di private equity in Europa, che era favorevole a restare nella Ue, dal palco di Mipim UK ha lanciato un monito a Bruxelles a non punire Londra nelle trattative sull’uscita dall’Unione: «Se i servizi finanziari lasciano Londra, lasceranno anche l’Europa, che subirà un danno incommensurabile, e a vincere sarà New York – ha detto –. Gli europei non devono fare l’errore di pensare che i servizi finanziari possano essere spostati da Londra e piazzati a Parigi o Francoforte, perché non è realistico».

Nel settore uffici, pur considerato il più a rischio, «la domanda resta elevata, oltre ogni previsione – ha detto John Slade, amministratore delegato di BNP Paribas Real Estate per il Regno Unito. – Tenendo conto che non c’è un eccesso di offerta a Londra, sono ottimista che la domanda resterà alta. Inoltre bisogna tenere presente che i rendimenti nella City sono tuttora più interessanti di quelli di Francoforte o Monaco».

Anche i più ottimisti sanno però che la Gran Bretagna deve affrontare almeno due anni di difficili negoziati sull’uscita dalla Ue, il che vuol dire un lungo periodo di incertezza per il mercato immobiliare. «Se l’esito delle trattative fosse un compromesso insoddisfacente, i prezzi delle case potrebbero scendere anche del 15% e la City dovrebbe ridimensionarsi – ha avvertito Howard Davies, presidente di Royal Bank of Scotland ed ex vicegovernatore della Banca d’Inghilterra –. Brexit ha spazzato via la schiuma dal mercato immobiliare, ma credo che la City continuerà a prosperare».
In questa fase di incertezza il mercato immobiliare ha avuto comunque il beneficio di un brusco calo della sterlina, scesa del 17,4% contro il dollaro, che ha attratto investitori stranieri. «Non c’è dubbio che la sterlina in calo ha reso di nuovo interessante il settore immobiliare londinese, e stiamo vedendo che anche quelli che dopo Brexit avevano deciso di stare alla finestra adesso stanno tornando a investire» ha detto Davies.

L’effetto sterlina sta anche rilanciando gli investimenti nel settore retail, soprattutto nelle zone centrali di lusso di Londra, ha detto Ball, perchè più turisti e stranieri fanno shopping attratti dal cambio favorevole.

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