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Thursday, September 19th, 2019

Piazzale Mondadori venduto a un fondo Usa, ora Esselunga

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by April 25, 2017 General

MANTOVA. Piazzale Mondadori è stato venduto per 4 milioni 236mila euro a Devar srl, società immobiliare con sede a Milano in corso Buenos Aires. L’aggiudicazione è stata firmata ieri mattina dal giudice delegato Laura De Simone, che ha preso atto dell’offerta arrivata giovedì 20 aprile nello studio dei curatori del fallimento della Forum Mondadori, l’avvocato Matteo Binelli e il commercialista Paolo Rebecchi. A meno di inserimenti dell’ultima ora da parte di altri gruppi o di un improbabile no di Mps (il creditore principale), l’operazione diventerà definitiva tra venti giorni. Dietro alla società milanese, ci sono il fondo di investimenti americano Varde e una bozza di intesa con il gruppo Esselunga. Che ora è più che mai vicino a portare in piazzale Mondadori il supermercato previsto per l’area di Porta Cerese.

L’OPERAZIONE. Il dato ufficiale è, appunto, l’acquisizione dei 21mila metri quadrati (comprensivi del parcheggio e dell’area su cui sono previsti hotel, negozi e appartamenti) a prezzo di saldo da parte della società milanese Devar srl, che porta a casa un bel pezzo di centro cittadino ad una cifra ridotta di due terzi rispetto ai 13,4 milioni di inizio procedura. Chi è Devar srl? Un’immobiliare dal ridotto capitale sociale (80mila euro) e controllata dalla lussemburghese Wert Rsr, della quale è dato sapere molto poco in ragione della riservatezza che regola le informazioni sulle società del paese nordeuropeo.

La via che porta agli Stati Uniti – e ad approdi di solidità – sta nel nome del consigliere e rappresentante della Devar: Timothy James Mooney è infatti anche il consigliere delegato di Varde Partners Italy. Cioè del braccio operativo per l’Italia di un fondo di investimento americano che ha le sue sedi principali a Minneapolis, Londra e Singapore, oltre a ramificazioni a Hong Kong, Sydney, Tokyo, Madrid, Barcellona, Dublino e Lussemburgo. Di recente, il fondo Varde è stato protagonista di un’operazione nel nostro paese: per un valore complessivo dell’equity di 150 milioni, sono stati rilevati gli alberghi del gruppo Boscolo a Roma, Venezia, Firenze, Nizza, Budapest, Praga e uno in affitto a Milano. L’acquirente Devar è, in sostanza, una società veicolo del fondo americano (il nome della srl è tra l’altro un anagramma di Varde).

muto

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GLI SCENARI: IL PIAZZALE. «Noi non compriamo piazzale Mondadori» scandivano anche ieri i rappresentanti del gruppo Esselunga. Smentita che non fa una piega, perché la titolarità dell’area è a tutti gli effetti degli americani. Che però, nell’ambito di un discorso che negli ultimi mesi ha coinvolto anche l’amministrazione comunale, con il gruppo fondato da Bernardo Caprotti hanno parlato eccome: dopo i sopralluoghi sul cantiere abbandonato, si è andati oltre ed esiste già una bozza di intesa per portare il supermercato dove un tempo c’era l’autostazione.
Chiaramente la prudenza è massima, sia perché per l’aggiudicazione definitiva dell’area servono venti giorni sia perché il Comune dovrà variare il piano di governo del territorio e firmare un nuovo piano attuativo. Dunque prima della metà di maggio nulla di ufficiale sarà presentato. Ma il percorso è tracciato e prevede che, se tutto procederà nella direzione immaginata, del vecchio progetto resisterà solo il parcheggio già funzionante: per il resto, via negozi, hotel e appartamenti e spazio al solo supermercato.

Il giudice Laura De Simone
Il giudice Laura De Simone

GLI SCENARI: PORTA CERESE. Un punto di domanda ora però avvolge l’area dell’ex palasport: se Esselunga, al netto delle polemiche, prometteva la soluzione di un atavico nodo viabilistico, che cosa accadrà a Porta Cerese in caso di trasloco del supermercato in piazzale Mondadori? Dal momento che il Comune ha lavorato per la soluzione che va concretizzandosi, è difficile pensare che il dialogo tra le due parti abbia ignorato il tema. A partire dalla considerazione che l’area di porta Cerese è di proprietà di Victoria srl (l’immobiliare che fu di Caprotti), ma è del Comune l’esigenza di risolvere i guai di viabilità e degrado dell’ex palasport.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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