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Sunday, September 15th, 2019

Uccide la figlia e posta il video su Facebook, poi si suicida: a Phuket la replica del caso-Cleveland

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by April 25, 2017 General

Si è filmato mentre impiccava sua figlia, di 11 mesi. E ha trasmesso due video in diretta su Facebook, prima di togliersi la vita. È successo lunedì a Phuket, in Thailandia, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters. Le immagini dell’omicidio sono rimaste visibili sulla pagina Facebook del padre per circa 24 ore, prima di essere cancellate intorno alle 11, ora italiana, di martedì. Il contenuto è rimbalzato anche su Youtube, che dichiara di averlo cancellato 15 minuti dopo aver ricevuto la segnalazione. «Si tratta di un incidente allucinante. I nostri pensieri vanno alla famiglia della vittima», ha detto un portavoce del social network a Singapore, mentre non sono arrivate ancora reazioni di Menlo Park. «Non c’è assolutamente spazio, su Facebook, per contenuti di questo tipo», ha aggiunto.

Il secondo episodio

Per il social network si tratta del secondo caso simile in meno di dieci giorni. Domenica 16 aprile, giorno di Pasqua, un uomo ha ucciso un anziano a Cleveland, Ohio, e ha poi postato su Facebook il filmato. In seguito, grazie a Facebook live, ha confessato l’omicidio in diretta. I due video sono rimasti online per oltre due ore, prima che qualcuno ne segnalasse l’inappropriatezza a Facebook, che li ha poi rimossi. Nel caso della Thailandia, a segnalare la pubblicazione dei live dell’omicidio della bambina è stato il ministro dell’economia digitale, allertato a sua volta dalla polizia che ha poi specificato come dietro al gesto dell’uomo ci sia la paranoia nei confronti della moglie, che lo avrebbe voluto lasciare. A vedere i due video sono state rispettivamente 112 mila e 258 mila persone: numeri che la dicono lunga sull’attuale efficacia del sistema di segnalazione dal basso su cui Facebook punta molto. Evidentemente, non c’è ancora sufficiente consapevolezza fra gli utenti di cosa va indicato e, soprattutto, di come si può farlo.

Le promesse e l’imbarazzo

Facebook ne è consapevole: il 18 aprile scorso, dopo i fatti di Cleveland, ha promesso di rivedere le regole sui video, comprese quelle relative alle segnalazioni, con un post di Justin Osofsky, vicepresidente global operations della società. In seguito, anche il fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg, ha parlato di quanto accaduto, dicendosi «vicino alla famiglia della vittima». La polizia thailandese ha specificato che nei confronti di Facebook non ci saranno iniziative giudiziarie: «Hanno agito secondo il proprio protocollo, quando abbiamo fatto loro la richiesta. La cooperazione è stata buona». Viene quindi considerato sufficiente l’intervento a posteriori e non invocato il monitoraggio costante (e inapplicabile) per impedire la pubblicazione di contenuti di questo tipo.

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